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Nuove normative
Francia: ecco cosa cambierà con la nuova legge sull'immigrazione

Con il progetto del ministro dell'interno Sarkozy tempi più lunghi per ricongiungimenti e matrimoni. L'obiettivo è l'immigrazione "selezionata"
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PARIGI - Il sistema di integrazione alla francese non funziona più e per il ministro dell'interno, Nicolas Sarkozy, è arrivato il momento di bloccare un' immigrazione subita per andare verso forme di immigrazione selezionata, mirata e indirizzata.

Giovedì il ministro dell'interno presenterà al governo il suo progetto, frutto di mesi di analisi, confronti e dibattiti, ma dalle associazioni di tutela degli immigrati arrivano denunce contro questa impostazione " sempre più radicale" nelle scelte e negli obiettivi.

In una lunga intervista al 'Journal du Dimanche', Sarkozy analizza alcuni passaggi centrali del suo progetto. Il guasto al sistema francese comincia per lui nel 1974 quando l'immigrazione familiare ha cominciato a sostituirsi a quella economica. Quella familiare, con oltre 100 mila ingressi l'anno, rappresenta la gran parte dell'intero movimento, mentre solo il 5% degli immigrati regolari arriva in Francia per motivi di lavoro. Il forte aumento del flusso legato alle dinamiche familiari ha causato una sempre più difficile integrazione, la formazione di ghetti, l'impoverimento del tessuto sociale.

A questo Sarkozy vuole mettere fine rovesciando l'attuale modello, lasciando la possibilità di ricongiunzione familiare, ma ponendo limiti, condizioni e tempi più lunghi. Contro la sua scelta di selezionare gli arrivi si sono alzate differenti resistenze: una, di estrema destra, che vuole il blocco totale dell' immigrazione ed un'altra che denuncia come forma di razzismo il controllo di chi può o non può entrare nel Paese. Secondo altri, invece, si rischia di impoverire in modo disastroso i Paesi in via di sviluppo, sottraendo quel personale specializzato o laureato che è invece necessario per il loro sforzo di cambiamento e crescita.

Contro questo rischio Sarkozy ha preparato un articolato sistema che prevede da un lato l'accoglienza più facile per quegli studenti che frequentano corsi poco utilizzati dai francesi e da un altro accordi con i Paesi di provenienza per evitare che tutti i laureati in materie scientifiche, tecniche o in medicina decidano alla fine di restare in Francia. Il progetto prevede che ogni anno il governo indichi in un rapporto al parlamento gli obiettivi previsionali di nuovi ingressi per i tre anni successivi, in funzione delle capacità di accoglienza del sistema Francia in materia di impiego, di alloggi e di istruzione. Con il vantaggio, sostiene Sarkozy, che ci dovrà essere ogni anno un dibattito democratico sulla politica dell' immigrazione.

Anche il ricongiungimento familiare, "un diritto garantito" dalla convenzione europea dei diritti dell'uomo, diventa più difficile perché lo straniero che lo chiede dovrà dimostrare di essere in grado di sostenere i nuovi arrivi con i proventi del suo lavoro. Viene inoltre soppresso il permesso di soggiorno automatico, che ora anche un clandestino ottiene in dieci anni di soggiorno illegale.

Con la nuova proposta di legge i prefetti avranno l'autonomia per decidere sulle singole situazioni anche se non saranno passati dieci anni. Chi arriverà in Francia, inoltre, dovrà sottoscrivere un contratto con lo stato: quest'ultimo dovrà impegnarsi a mettere a disposizione dell'immigrato mezzi per imparare la lingua, per orientarsi per trovare lavoro e lo tutelerà da forme di discriminazione; lo straniero dovrà impegnarsi ad imparare la lingua francese, a rispettare le leggi del Paese, comprese quelle che garantiscono la parità tra uomo e donna. Se si troverà una donna rinchiusa in casa e senza la possibilità di imparare la lingua l'intera famiglia sarà rispedita nel Paese di provenienza.

Prefetti e sindaci, secondo il progetto del governo, saranno chiamati a verificare puntualmente l'osservanza di questo contratto di accoglienza e integrazione: solo in caso di verifica positiva potranno emettere un permesso di soggiorno decennale. Anche il matrimonio non sarà più un mezzo di concessione automatica di diritto di un permesso di soggiorno. Solo dopo tre anni, se la coppia sarà ancora insieme e se lo straniero avrà rispettato gli impegni previsti nel patto di accoglienza e integrazione, solo allora sarà emesso il permesso per vivere nel Paese.

Misure sono previste anche per fermare l'immigrazione irregolare, grande affare di racket e trafficanti, contro i quali Sarkozy ha organizzato nuclei di polizia specializzata che non operano più solo in aeroporti o stazioni, ma anche sul territorio nazionale. Inoltre chi dà lavoro ad un immigrato clandestino deve già ora pagare anche il costo del suo viaggio di ritorno nel Paese d'origine.

La sinistra francese ha denunciato la "regressione intellettuale" della maggioranza al governo, le associazioni per i diritti dell'uomo hanno parlato di "deriva xenofoba" mentre anche oggi, dopo la lettura dell'intervista pubblicata dal 'Journal du Dimanche', l'associazione France Terre d'Asile denuncia "l'organizzazione metodica dell'incertezza del diritto" e l'allungamento dei tempi minimi per fare richiesta di ricongiungimento della famiglia che passerà da 12 a 18 mesi.

(6 febbraio 2006)