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Unione Europea
Frattini-D'alema: insieme su immigrazione
Il Ministro degli Esteri a Bruxelles. Al vaglio scenari di cooperazione
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BRUXELLES - L'Italia e la Commissione europea potrebbero dar vita ad una stretta collaborazione su due scenari importanti: la lotta contro l'immigrazione illegale dall'Africa ed un nuovo rapporto con i paesi dei Balcani, cui si potrebbe aggiungere la creazione di un sistema di pattugliamento della frontiera adriatica come avviene oggi con successo per il canale di Otranto.

Questi temi sono stati affrontati ieri nel colloquio che il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha avuto con il vicepresidente dell'eurogoverno e commissario per la giustizia, sicurezza e libertà Franco Frattini. Entrambi hanno definito queste prospettive di cooperazione molto positive.

"Dall'esito della conferenza di Rabat sull'immigrazione e ' emerso che l'Europa e l'Italia potrebbero lavorare insieme per contribuire alla creazione di una task force politica che si aggiunga al Comitato di esperti per l'attuazione della strategia euro-africana", ha riferito Frattini, secondo il quale l'Italia potrebbe anche promuovere una conferenza tra Unione Africana ed Ue su un tema di più ampio spettro, non limitato alla questione sicurezza, ma ad una strategia politica, che riguarda l'intero sistema Africa-Europa".

La conferenza potrebbe essere organizzata dall'Italia insieme a Malta, che è un paese Mediterraneo particolarmente interessato, con il sostegno della Commissione e potrebbe essere ospitata a Tripoli dalla Libia. "Gheddafi, venti giorni fa, mi ha detto che se l'Europa è disposta ad impegnarsi la Libia è pronta a lavorare per ospitarla. Loro dicono entro la fine dell'anno, io dico ragionevolmente all'inizio dell'anno prossimo", ha riferito Frattini, il quale ha aggiunto che gli attori di questa iniziativa "dovrebbero essere il ministro D'Alema ed il ministro Amato per la parte immigrazione".

Altro tema trattato è quello dei Balcani. D'Alema e Frattini hanno parlato del progetto della Commissione di facilitare il regime dei visti per i cittadini di quei paesi. La proposta elaborata verrà illustrata ai ministri degli esteri prima ed a quelli degli interni già la prossima settimana. Sono cinque proposte concernenti Macedonia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro Albania che saranno inserite in un pacchetto più ampio che comprenderà per ciascuno di questi paesi una parallela negoziazione di un accordo di riammissione degli illegali.

Gli accordi prevedono che siano facilitati i visti per alcune categorie quali studenti, imprenditori, diplomatici, la riammissione degli illegali e misure di sicurezza relative ai passaporti e documenti di identità, incoraggiandoli a introdurre dati biometrici. L'Italia potrebbe aiutarli beneficiando del sostegno dell'Ue. Infine dall'inizio del prossimo anno il commissario alla giustizia, sicurezza e libertà avrà a disposizione un fondo europeo che permetterà di finanziare a livello europeo dei progetti di protezione integrata delle frontiere esterne.

"Ci siamo chiesti con il ministro D'Alema se non sia il momento di pensare alla frontiera adriatica dell'Europa, che riguarda esattamente le coste dei paesi dei Balcani occidentali", ha detto Frattini. "Ho suggerito che l'Italia approfitti delle possibilità offerte dal fondo ed elabori, se possibile con altri paesi europei, ma avendone una naturale leadership, un progetto di protezione in partenariato con i paesi balcanici della frontiera adriatica". Il canale d'Otranto, ha rilevato Frattini, continua ad essere non solo la parte meglio sorvegliata di tutto lo spazio Mediterraneo, ma anche quella dove continuano ad essere quotidiani tentativi di transito di immigrati illegali.
"Solo che li sono bloccati a poche centinaia di metri dalla costa del paese di provenienza, cosa che non avviene altrove. Credo vi sarà la possibilità di un lavoro comune che nei prossimi mesi sono personalmente intenzionato a portare avanti in collaborazione con il governo italiano".

(13 luglio 2006)