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Economia. Autostrade, metano e sanità: il Friuli "leader" in Bosnia

TRIESTE - Autostrade, condotte metanifere, ma anche interventi sul fronte sanitario con contributi economici per l'acquisto di apparecchiature e formazione del personale. Il Friuli Venezia Giulia è la prima regione italiana ad "agganciare" lo scacchiere balcanico e ad allacciare nuovi rapporti economici e commerciali con la Repubblica Serba di Bosnia.

Nel quadro di nuovi possibili relazioni con i paesi del Centro-Est Europa - basti pensare all'attenzione rivolta alle nazioni candidate ad entrare a far parte dell'Unione Europea da parte dell'Italia, anche nella determinazione delle quote di lavoratori stagionali da ammettere nel nostro paese - Trieste si pone quindi come punta d'avanguardia lungo il "corridoio" Adriatico.

Nelle scorse settimane nella capitale Banja Luka (quasi 250mila abitanti), il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo e il primo ministro serbo bosniaco Ivanic hanno ufficialmente individuato nelle infrastrutture stradali e nei pubblici servizi alle collettività (distribuzione di gas, acqua, energia elettrica) i primi possibili settori d'intervento: un ulteriore e più ampio coinvolgimento del sistema produttivo italiano è atteso nel già avviato processo di privatizzazione.

Tutto questo in base al protocollo di collaborazione sottoscritto poco più di un anno fa a Trieste tra le due realtà territoriali. In concreto, lo società Autovie Venete, ma anche Autostrade spa, hanno manifestato l'interesse a verificare una loro partecipazione nella costruzione e nella gestione di un tratto di 24 chilometri della direttrice autostradale tra il confine croato, a Gradiska, e la capitale, con un costo previsto di circa 90 milioni di euro e tempi di realizzazione attorno ai 4-5 anni, come ha indicato il ministro dei Trasporti Branko Dokic.

Su quest'asse esistono già circa 7 chilometri di superstrada, per altri 5 sono state rintracciate le risorse necessarie ma per questi ulteriori 24 chilometri (che la Bers non ha inserito tra le sue priorità) appena ora stanno per iniziare studi progettuali e di fattibilità finanziaria.

L'Amga di Udine, invece, assieme ad altre "pubblic utilities" ex municipalizzate italiane potrebbe entrare come capofila nel grande affare delle reti di distribuzione nella Repubblica Serba di Bosnia, iniziando magari, con la collaborazione dell'Università di Belgrado, alla progettazione di circa 15 chilometri di condotta metanifera dalla Serbia nell'area della città di Bielina, assolutamente strategica per tutto questo territorio serbo perché svincolerebbe la Bosnia serba dagli approvvigionamenti di gas combustibile dalla rete di Sarajevo, possibili comunque solo con la costruzione di un nuovo gasdotto di 90 chilometri.

Ma la "presenza" del Friuli-Venezia Giulia nella Repubblica Serba di Bosnia non si concretizza solo attraverso gli affari, ha rilevato il presidente Tondo, che ha ufficialmente firmato l'impegno della Regione, circa 25mila euro, per l'acquisto di uno scambiatore di piastrine per il sangue (indispensabile per i malati di leucemia) da parte dell'Ospedale pediatrico di Banja Luka. In parallelo, ha rilevato il dott. Marino Andolina del "Burlo Garofolo" di Trieste, lo stesso istituto triestino formerà il personale sebo bosniaco necessario al funzionamento dell'apparecchiatura.

"Finiti gli anni delle donazioni e degli aiuti internazionali - ha ricordato il primo ministro Ivanic - oggi è il momento del business, di nuove opportunità di investimento e di sviluppo".

(13 giugno 2002)

Giovanni Senatore