Il caso
Flussi: in Friuli Venezia Giulia regole diverse dal resto d'Italia?
Un Regolamento Regionale dà disposizioni diverse rispetto alle circolare del Ministero del Lavoro. È caos
TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia è una regione autonoma, tanto autonoma che per i flussi 2005 a Trieste, Pordenone, Gorizia e Udine potrebbero valere regole diverse che nel resto d'Italia.
Le disposizioni impartite ieri dal Ministero del Lavoro non coincidono infatti con quelle previste dal Regolamento Regionale sullo stesso tema entrato in vigore lo scorso 12 gennaio.
Le differenze
La prima delle discrepanze, probabilmente la più importante, riguarda la data di presentazione delle domande. Il Ministero dice che la corsa alle quote partirà "dal giorno successivo a quello di pubblicazione" dei decreti in Gazzetta Ufficiale, ma secondo il Regolamento Regionale le domande si presentano già "a partire dal giorno di pubblicazione".
Le conseguenze? Consideriamo i 79mila 500 ingressi per lavoratori neocomunitari: non sono stati divisi in quote regionali, e quindi i datori di lavoro di tutta italia concorreranno per accaparrarseli. Solo che quelli friulani potrebbero far partire le loro domande con un giorno di anticipo rispetto ai colleghi campani, veneti o laziali….
Secondo problema. Tutti d'accordo che le domande si spediscono per raccomandata su cui deve essere indicata data e ora dell'invio. Ma mentre il regolamento friulano esige tassativamente la famosa "macchina affrancatrice", il ministero del Lavoro spiega che, se l'affrancatrice non c'è, data e ora possono essere apposti a mano dall'impiegato delle Poste.
Un' altra differenza riguarda il numero delle domande che si possono spedire.
Secondo il ministero del Lavoro "con la stessa raccomandata potranno essere spedite anche più domande", purchè avanzate dallo stesso datore di lavoro. Il regolamento del FVG dice invece che "ciascuna busta raccomandata deve contenere una sola domanda", e "ciascuna domanda può riguardare fino a un massimo di cinque lavoratori nel caso di lavoro non stagionale, ovvero di dieci lavoratori nel caso di lavoro stagionale".
Caos
Inevitabilmente, insieme a chi deve presentare le domande sono andati nel pallone anche i Servizi Provinciali del Lavoro, che in Friuli Venezia Giulia hanno le prerogative delle DPL.
"Fino a ieri - ci dicono ad uno sportello - davamo informazioni agli utenti sulla base del nostro regolamento regionale. Oggi però non sappiamo cosa dire, prendiamo tempo in attesa che dalla Regione ci arrivino delle indicazioni. La questione va risolta in fretta, anche perché poi gli utenti agli sportelli ce li troviamo noi…"
In realtà alla Regione stanno cercando una soluzione, ma per ora non c'è nessun documento ufficiale che sbrogli la matassa. "Da Trieste ci è arrivata solo una telefonata, - dicono ancora al Servizio Provinciale- in cui ci spiegavano che ci uniformeremo al resto d'Italia per la data di presentazione delle domande e la possibilità di far apporre a mano data e ora dell'invio. Il nostro regolamento dovrebbe però rimanere valido per quanto riguarda il numero di domande che si possono presentare".
Una soluzione strana, che sembra applicare allo stesso problema due pesi e due misure, e che comunque non è stata ancora messa nera su bianco. Eppure la pubblicazione dei decreti potrebbe essere anche questione di ore: si può dare il via alla corsa alle quote senza che le regole siano uguali per tutti?
(26 gennaio 2005)
Elvio Pasca