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UDINE - In Friuli Venezia Giulia gli immigrati rappresentano il 4% della popolazione, una parte importante della comunità locale, la maggior parte di loro sono ormai integrati, tanto che l'80% è iscritto al Sistema sanitario nazionale e usufruisce dei servizi predisposti dallo Stato e dalle Regioni per tutti i cittadini.

Sono alcuni dati che l'Associazione nazionale dei Comuni Italiani (Anci), ha reso noto nel corso di un incontro sugli immigrati e gli stranieri in Friuli Venezia Giulia che si è svolto a fine aprile a Udine.

Gli immigrati, che negli ultimi dieci anni in Friuli sono quasi raddoppiati, passando dai 23mila del 1990 agli attuali oltre 43mila, quindi, non rappresentano più un'emergenza ma una risorsa soprattutto nel settore del lavoro.

Ed è proprio a partire da questa considerazione che l'Anci), ha deciso di dare avvio ad un tavolo istituzionale di coordinamento, del quale faranno parte la Regione, le prefetture e la stessa Anci, con il compito di affrontare le politiche di integrazione e sociali, con particolare riferimento ai minori in affido.

Ma ai problemi dell'immigrazione si aggiungono quelli dei discendenti dei numerosi emigrati friuliani in Argentina, a favore dei quali la Regione ora ha stanziato oltre 500mila euro per interventi medico-assistenziali che vanno ad aggiungersi ad un milione e 100mila euro destinati a coprire le spese di viaggio, di mantenimento per sei mesi, di formazione (con il concorso del Fondo sociale europeo) e di successivo avvio al lavoro per oltre 200 giovani lavoratori argentini d'origine friulana e giuliana in Friuli-Venezia Giulia: meno di un terzo del fabbisogno di manodopera indicato dal sistema imprenditoriale regionale, che è di circa 700 persone.

A Udine, infatti, si è anche parlato della situazione in Argentina e dell'importanza del ricongiungimento dei familiari degli immigrati quale elemento di stabilità sociale e per una più efficace integrazione. Il Friuli Venezia Giulia ha già stanziato 517 mila euro, oltre un miliardo di lire, per venire incontro alle esigenze di carattere medico-sanitario della comunità regionale in Argentina.

Il Governo regionale, su proposta dell'assessore alla Protezione civile Paolo Ciani, ha approvato il 23 aprile la delibera che stanzia (sui fondi destinati dalla legge 19 del 2000 alla cooperazione allo sviluppo ed al partenariato internazionale) oltre 500mila euro a favore della Caritas Italiana per la realizzazione di "interventi umanitari di tipo sanitario", in soccorso alla popolazione argentina e soprattutto agli emigrati friulani residenti in Argentina, ormai da mesi in preda ad una profonda crisi economica e sociale.

Grazie a questo finanziamento potranno essere acquistati nel giro delle prossime settimane soprattutto medicinali, strumenti e prodotti medico-chirurgici (protesi, bypass, ecc.), da utilizzare con urgenza a favore di malati gravi - non solo friulani - già degenti in ospedali e centri di cura.

La parte più consistente delle risorse stanziate dalla Regione (oltre 350mila euro) potrà invece essere utilizzata anche per l'acquisto di attrezzature ospedaliere, secondo un programma che sarà concordato nell'arco dei prossimi mesi.

"Prioritario comunque resta l'intervento a favore dei nostri corregionali - si legge in una nota della Regione Friuli Venezia Giulia - anche sulla base delle segnalazioni che giungeranno dalle strutture diplomatiche e dalle Associazioni dei nostri emigrati all'estero, presenti in più della metà delle province argentine. In tutti questi programmi d'azione saranno coinvolte anche le Province, i Comuni, le organizzazioni del volontariato e le Caritas del Friuli-Venezia Giulia".

(7 maggio 2002)

Giovanni Senatore