Il G5 a Firenze
Spagna e Francia bocciano i campi d'accoglienza in Nordafrica
Non passa la proposta italo-tedesca. Secondo il ministro dell'interno francese De Villepin, la costruzione dei campi "non spetta all' Unione Europea"
FIRENZE - Non c'è accordo tra i partner europei sulla creazione di centri di accoglienza per gli immigrati in Nordafrica.
Durante il vertice che ha riunito ieri e oggi a Firenze i ministri dell'Interno di Italia, Germania, Francia, Spagna e Inghilterra, Giuseppe Pisanu e il suo omologo tedesco Otto Schily, fautori della proposta, hanno incassato il no dei colleghi spagnolo e francese, José Antonio Alonso e Dominique de Villepin.
"La Francia - ha spiegato Villepin a conclusione del vertice - non accetta campi di accoglienza per immigrati da realizzare nei Paesi del Nordafrica. Non spetta all' Unione europea di progredire in questa direzione. Dobbiamo invece lavorare con i Paesi di transito dei clandestini, con l'Alto commissariato Onu per i rifugiati e le organizzazioni umanitarie. Spetta a loro organizzare queste cose".
Italia e Germania rimangono però sulle loro posizioni. "E' necessario arrivare ad esaminare e valutare le condizioni di rifugiato politico prima che il richiedente arrivi in Europa", ha dichiarato il ministro dell'interno tedesco Otto Schily. "Secondo me - dice Schily -, e anche l'Italia è d' accordo con me, dobbiamo porci il problema di come esaminare prima le richieste delle persone che dicono di essere rifugiati politici, anziché aspettare che queste persone attraversino il mare a rischio della loro vita".
Giuseppe Pisanu, presidente onorario del vertice, ha preferito sottolineare i punti sui quali i partner europei hanno una visione comune.
"Sull' immigrazione - ha spiegato il titolare del Viminale- è stata riconosciuta la necessità che, trattandosi di un fenomeno in crescita, destinato a raddoppiare nei prossimi 30-40 anni, l'Europa debba darsi una politica globale ed equilibrata". "L'Africa - ha aggiunto - è l'area di interesse prioritario per la quale vanno adattati interventi concreti e proporzionali all' emergenza in atto".
E' stato stabilito, ha proseguito Pisanu, "che i rifugiati vanno distinti dagli immigrati economici e ad essi va garantita tutta la protezione umanitaria, evitando però casi di 'asilum shopping', cioè che emigranti economici si facciano passare per rifugiati".
I cinque ministri hanno concordato sulla necessità di sostenere lo sviluppo dei Paesi di origine, e aiutare i Paesi di transito a controllare le proprie frontiere e a migliorare le proprie capacità di rimpatrio dei clandestini. Fondamentale, in questo campo, la conclusione di accordi bilaterali e multilaterali.
(18 ottobre 2004)
EP