FIRENZE - La Toscana premia il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, con il Pegaso d’Oro 2001, consegnato ogni anno ad una personalità internazionale che si è distinta nel settore sociale, politico ed umanitario. Il leader africano riceverà l’ambito riconoscimento l’11 dicembre, nell’ambito del V° Meeting sui diritti umani "Mai più schiavitù", in programma il 17 dicembre al palazzo dello sport di Firenze.
La Regione Toscana ha scelto di premiare Wade, perché è "uno dei leader, assieme al presidente del Sud Africa, con il quale ha presentato il Piano Millenium, alla guida del rinnovamento della politica africana, nonché uno dei principali artefici del nuovo dialogo con il nord del mondo". Il presidente Wade "sta inoltre guidando il Senegal in un grande processo di transizione democratica" ed "ha elaborato il progetto Omega, come tentativo di riposizionare il continente africano nel secolo che si apre, secondo una politica di sviluppo e di democrazia".
Eletto presidente della Repubblica del Senegal nel marzo del 2000, con il 58% dei voti, Abdoulaye Wade, 75 anni, noto avocato e docente universitario a Dakar, è stato il fondatore nel 1974 del Partito Democratico Senegalese, primo partito di opposizione legale in Africa. Vicepresidente dell’Internazionale liberale, autore di numerose pubblicazioni sul Senegal e sul futuro del continente africano, Wade è di religione musulmana ed è sposato con la signora Viviane, di nazionalità francese, sostenitrice dell’emancipazione della donna e fondatrice dell’associazione Malika, creata nel 1977 per dare lavoro alle donne senegalesi. Ha due figli: Karim, che vive e lavora a Londra nel settore finanziario di un istituto bancario e Syndièly, che vive a Ginevra, entrambi laureati in scienze economiche all’Università della Sorbona di Parigi.
Tra gli ospiti del V° Meeting sui diritti umani "Mai più schiavitù", giunto alla quarta edizione e al quale è prevista la partecipazione di 8mila studenti, ci saranno, oltre a Wade, Gino Strada, il medico di Emergency tuttora impegnato nell’ospedale di Kabul a soccorrere le vittime della guerra in Afghanistan, Khululiwe Biyela della fondazione Mandela per i bambini, Mommi Saidi, presidente delle donne saharawi, Romano Prodi, presidente Commissione Ue, il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, Massimo Colelli, presidente del Parlamento regionale toscano dei giovani, Arturo Francia, del sindacato dei ragazzi in Perù, mons. Giorgio Biguzzi, vescovo di Makeni in Sierra Leone, Massimo Moratti, presidente dell’Inter, il giocatore della Roma Damiano Tommasi e il cantante Jovanotti. Dopo il dibattito, condotto da Gad Lerner, prenderanno la parola la parlamentare algerina Kalida Messaoudi, mons. Alessandro Plotti, presidente della Conferenza episcopale toscana, Cesare Garboli, presidente del premio Viareggio, il magistrato Ilda Bocassini, Khululiwe Biyela, della Fondazione Mandela per l’infanzia, Sri Rawi Shankar, dell’Associazione Arte di vivere, Flavia Franzoni Prodi, della Scuola Sociale di Bologna e la giornalista somala Saida Ahemed Alì.
Quattro le forme di schiavitù al centro del meeting. La schiavitù della guerra, di cui parlerà Gino Strada.
La schiavitù del lavoro: ogni anno nei paesi poveri sono 200mila i minori venduti, di questi 1 su 4 è costretto a lavorare in condizioni di totale sfruttamento, malsane e pericolose. Un bambino ex-soldato della Sierra Leone porterà la sua testimonianza al convegno.
La schiavitù della malattia: 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per morbillo, diarrea, fame e sete; 1.400.000 bambini sieropositivi e 30 milioni che non vengono vaccinati; 200 milioni affetti da rachitismo, 170 milioni sottopeso (317 bambini sono stati ricoverati nel 2000 negli ospedali della Toscana, che promuove anche attività di formazione di personale medico e paramedico in Algeria, Iraq, Libia, Sierra Leone, Sud Africa).
Infine, la schiavitù sessuale: 30 milioni di donne e bambini destinati all’asservimento sessuale in Asia dagli anni ’70 ad oggi; 50mila donne (per lo più provenienti da Asia, America Latina, Europa dell’Est) avviate alla prostituzione ogni anno negli Usa; 250-500mila destinate al mercato del sesso in Europa, 50-70mila in Italia.
(4 dicembre 2001)
Giovanni Senatore