Voto agli immigrati
Il governo annulla la delibera del Comune di Genova
Dichiarata illegittima dopo il parere del Consiglio di Stato. Il sindaco Pericu "Non escludo impugnazione di fronte al giudice amministrativo".
Il Consiglio dei ministri ha annullato per illegittimità (ai sensi dell'articolo 138 del decreto legislativo n.267 del 2000) la deliberazione del Consiglio comunale di Genova che estende ai cittadini extracomunitari il diritto di elettorato attivo e passivo per le elezioni comunali e circoscrizionali. Lo si apprende da una nota diffusa da Palazzo Chigi.
La decisione del governo arriva a due giorni dal parere (non vincolante) del Consiglio di Stato, secondo il quale solo il Parlamento può decidere in materia di voto agli immigrati. Era stato proprio il ministro per l'Interno Giuseppe Pisanu a chiedere l'intervento del Consiglio di Stato.
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Genova Giuseppe Pericu. "Esamineremo attentamente questa decisione - ha detto - quando ci sarà notificata ufficialmente. Per ora posso dire che non escludo affatto l'impugnazione del provvedimento di fronte al giudice amministrativo".
Secondo Pericu, il provvedimento del Consiglio dei Ministri è lontano "dal tanto declamato federalismo". "Inoltre - ha concluso il sindaco di Genova - dovrebbe ormai essere chiara la necessità di una evoluzione dell'ordinamento nazionale capace di consentire queste decisioni: il Governo e il Parlamento a mio giudizio dovrebbero attivarsi in questa direzione anziché stoppare d'autorità i comuni".
Le reazioni
Entrano nel dibattito anche diversi esponenti di maggioranza e opposizione.
Il vicepresidente dei Deputati di Forza Italia, Isabella Bertolini, definisce la decisione del governo "assolutamente giusta e doverosa". "La materia in oggetto è di competenza dello Stato. Quindi i Comuni, amministrati dal centro-sinistra, che hanno fatto a gara per dare il voto agli extracomunitari, hanno assunto posizioni illegittime."
Soddisfatto anche il leghista Roberto Calderoli, ministro per le Riforme, secondo il quale dal governo è arrivato uno "schiaffo all'illegalità e a coloro che pensano ancora che i terroristi sono compagni che sbagliano". "Il Federalismo - ha detto Calderoli - non può essere tirato in ballo illegittimamente per una troppo facile raccolta di consensi per le fantasiose primarie di una coalizione o in vista della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche".
Graziella Mascia, deputata di Rifondazione Comunista e capogruppo in Commissione Affari Costituzionali, parla invece di una decisione "scandalosa e discriminatoria". Secondo l'esponente di Rifondazione, "non si capisce proprio perché chi partecipa alla vita delle nostre città, chi contribuisce al vivere quotidiano, debba poi sentirsi discriminato".
"Altro che federalismo!" commenta il coordinatore dei Verdi Paolo Cento, che parla di un "vero e proprio diktat del governo contro una scelta autonoma da parte della città di Genova". Cento sottolinea che "in Italia esiste un vuoto normativo rispetto al diritto sacrosanto dei cittadini immigrati di prendere parte alla vita sociale dei luoghi in cui risiedono: il governo di destra, anziché prenderne atto, dà un segnale di forte arroccamento, ci manca solo che inventino la costruzione di muri contro la popolazione immigrata.
"Quella del Consiglio dei ministri - commenta infine Livia Turco (Ds) - è soprattutto una scelta politica ed è un No chiaro e tondo al diritto di voto agli immigrati. Non a caso questo governo è quello che ha subito il diktat della Lega affossando la legge sul diritto di voto in Parlamento e bloccando la legge sulla libertà religiosa".
(3 agosto 2005)