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Germania e Francia "induriscono" le normative sull'immigrazione
Lingua e corsi per la cittadinanza in Germania, carta di soggiorno per priviliegiare un afflusso "selezionato" in Francia. Scattano le polemiche
Mentre il nuovo Governo di centrosinistra italiano sta gettando le basi per una nuova legge sull'immigrazione, altre nazioni della vecchia Europa hanno messo a punto nuove normative che modificano sostanzialmente le attuali leggi sull'immigrazione. E' il caso della Germania e della Francia, due dei Paesi dell'Unione con il più alto numero di cittadini immigrati.
In Germania nuove norme sulla cittadinanza
Per ottenere la cittadinanza tedesca gli immigrati stranieri dovranno in futuro superare test di lingua e seguire speciali corsi per l'apprendimento degli elementi e delle conoscenze di base ritenute necessarie dalle autorità. Dopo lunghe controversie e una serie di decisioni in ordine sparso, i rappresentanti dei 16 Lander hanno raggiunto un accordo per la definizione di standard uniformi a livello nazionale in fatto di concessione del passaporto tedesco.
L'intesa è stata annunciata ieri al termine della riunione di due giorni che i ministri dell'interno regionali hanno tenuto a Garmisch-Partenkirchen, in Baviera (sud della Germania). Il problema dell'integrazione degli immigrati è tra quelli in primo piano nel programma di riforme messo a punto dalla Grosse Koalition di Angela Merkel.
Finora tuttavia i Lander su tale questione avevano adottato decisioni unilaterali e poco coordinate, sulla base delle diverse sensibilità locali. In Baden-Wuerttemberg e Assia era stato in particolare introdotto un sistema di test e questionari volti ad accertare la predisposizione democratica dell'interessato, il suo grado di tolleranza e di rispetto dei principi e valori contenuti nella costituzione tedesca. Alcuni quesiti relativi alla posizione dei candidati su temi delicati quali l'omosessualità, il ruolo della donna nella società, il terrorismo propugnato dall'integralismo islamico avevano peraltro provocato critiche e proteste da parte delle organizzazioni e delle comunità musulmane in Germania, che avevano parlato di evidente volontà di discriminazione.
I 'corsi di cittadinanza' - è stato precisato - avranno l'obiettivo principale di fornire conoscenze su temi quali la democrazia, lo stato di diritto, i vari tipi di governo, la soluzione di conflitti nelle società democratiche. A decidere sulle modalità di tali lezioni conoscitive e sui corsi di lingua tedesca, nonché sugli standard necessari al superamento delle prove, sarà l'Ente federale per i problemi dell'immigrazione e dei profughi. "Alla fine si verificheranno i risultati e si prenderà una decisione", ha detto il ministro dell'interno bavarese Guenther Beckstein (Csu) nella conferenza stampa a chiusura della riunione con gli altri colleghi regionali. I singoli Lander tuttavia manterranno un margine di autonomia e discrezionalità: potranno infatti decidere tra l'altro se organizzare una cerimonia festosa per la concessione della cittadinanza nella quale richiedere al candidato un giuramento o un'altra formula ufficiale di accettazione. Saranno con ogni probabilità gli stessi interessati a provvedere alle spese per le lezioni di aggiornamento e i corsi di lingua, che si terranno probabilmente negli stessi istituti scolastici frequentati dagli aspiranti al passaporto tedesco.
Le nuove regole - hanno detto i ministri dell'interno - verranno sistemate prossimamente in una apposita legge che verrà presentata al parlamento. Mentre positiva è stata la reazione del ministro dell'interno federale Wolfgang Schaeuble (Cdu) e di altri esponenti del governo di grande coalizione, critiche e proteste nei confronti della nuova normativa sulla cittadinanza sono venute da varie organizzazioni e comunità di immigrati, a cominciare da quella turca, che con 2,5 milioni di persone è di gran lunga la più numerosa (sul totale di oltre 7 milioni di stranieri). Kenan Kolat, presidente della comunità turca in Germania, ha detto che con ulteriori inasprimenti e ostacoli saranno ben pochi quelli interessati ancora ad acquisire la cittadinanza tedesca. Critiche sono venute anche dalla sinistra radicale e dai Verdi. "Con i test e le coercizioni non si faranno passi avanti" sulla strada dell'integrazione, ha detto la copresidente dei Verdi Claudia Roth.
La Francia approva una carta di soggiorno triennale
L'Assemblea nazionale francese ha approvato, nell'ambito del progetto di legge sull'immigrazione promosso dal ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, l'istituzione di una carta di soggiorno "competenze e talenti", per favorire l'afflusso "selezionato" di stranieri.
La carta, valida 3 anni ma rinnovabile - afferma il testo votato - mira ad agevolare l'accoglienza di cittadini stranieri la cui "personalità e talento costituiscono vantaggi per lo sviluppo e il lustro della Francia". "L'immigrazione per motivi di lavoro resta a un livello marginale: 11.500 carte di soggiorno nel 2005. Ciò significa che non siamo in grado di accogliere in Francia migranti con un lavoro e che contribuiscano alla crescita", aveva affermato Sarkozy presentando il suo testo ai deputati. La carta "competenze e talenti" autorizza l'esercizio di qualsiasi attività professionale. Alla famiglia del titolare della carta "competenze e talenti" verrà concesso un permesso di soggiorno temporaneo "vita privata e familiare".
Per l'opposizione di sinistra, il provvedimento, "contrario ai diritti umani", porterà al "saccheggio delle elites" dei Paesi in via di sviluppo. L'Assemblea nazionale ha d'altra parte operato una distinzione tra le differenti carte di soggiorno tenporaneo per lavoratori stranieri. La carta di soggiorno "salariato", di un anno rinnovabile, sarà concessa ai lavoratori assunti con contratto di durata uguale o superiore a 12 mesi. La carta con menzione "lavoratore temporaneo" varrà per i contratti di durata inferiore a un anno. Quella, infine, "lavoratore stagionale", valida per tre stagioni, autorizzerà i lavoratori stagionali a risiedere in Francia "durante il periodo o i periodi fissati e che non possono superare una durata complessiva di sei mesi all'anno". Gli imprenditori francesi che danno lavoro a immigrati clandestini, infine, rischiano di essere privati dei diritti civili e politici per tre anni.
(6 maggio 2006)
Stefano Camilloni