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La situazione
Governo e Unione vanno avanti, critiche dalla Lega

Centrosinistra al lavoro sul decreto flussi bis, cittadinanza e modifica della Bossi-Fini
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ROMA - Un nuovo decreto flussi "utile anche per far emergere la clandestinità e il lavoro sommerso", una Pdl per agevolare la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri nati in territorio nazionale da genitori residenti da almeno 2 anni, la necessità di modificare la Bossi-Fini anche se i tempi non saranno brevi.

Su queste direttive si stanno muovendo Governo e Unione per modificare la legislazione in tema di immigrazione, con le iniziative a cui sta lavorando il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, e con la proposta di legge presentata dall'Ulivo, primo firmatario Ermete Realacci, ora assegnata alla commissione Affari Costituzionali della Camera.

Ma dall'opposizione si è levata forte la protesta della Lega, che in particolare si è detta "nettamente contraria" alla proposta di legge. "Sarebbe di fatto un colpo di stato - ha detto il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Maroni - contro il quale faremo una battaglia durissima. L'Ulivo sta cercando con questo testo di stravolgere completamente la Costituzione attraverso una legge ordinaria. Si tratterebbe di un vero stravolgimento, altro che la nostra riforma!".

"Quella sulla cittadinanza - ha detto dal canto suo Ferrero - è un pezzo della risposta ma non è la soluzione". Sul superamento dei Cpt, il ministro ha soggiunto che "non si può delegare tutto al governo, il Parlamento se ne faccia carico". Bisogna, ha detto ancora, "rompere quel meccanismo perverso" per il quale oggi "un immigrato clandestino finisce in un Cpt, ci resta per 60 giorni, poi, messo fuori dalla struttura, viene ribeccato, messo in galera e poi, una volta fuori dal carcere, venga rimesso in un Cpt per altri 60 giorni. Se la polizia lo becca quando esce, rifinisce in galera e avanti così. La modifica di questo meccanismo è una delle cose previste dal programma dell'Unione".

In tema di decreto flussi, poi, il ministro ha invitato a non "prendersi in giro. E' del tutto evidente che una parte delle domande arrivate per il decreto flussi 2006 riguardano stranieri che sono già in Italia e lavorano in nero". Anche perché il nuovo decreto flussi "potrebbe essere utile - ha detto il ministro - anche per far emergere la clandestinità e il lavoro sommerso. Uno dei problemi dell' economia del Paese è ripulire il nero e l'illegalità diffusa e farla emergere. Così si pagano anche le tasse e si contribuisce al risanamento del bilancio. Circa 300 mila persone - ha ribadito Ferrero - sono rimaste fuori dal decreto flussi 2006. E' necessario un secondo decreto che faccia corrispondere l'azione di governo alla realtà del Paese. Vale a dire, garantire a tutti coloro che hanno diritto di avere un lavoro e una casa di poter entrare regolarmente". Tuttavia, ha aggiunto il ministro "i tempi per modificare la legge Bossi-Fini saranno lunghi. La nostra maggioranza al Senato non è grandiosa e il fatto che questa sia una legge-bandiera del centrodestra causerà una fortissima battaglia politica".

Ferrero ha anche aggiunto che il secondo decreto flussi annunciato è uno degli strumenti che consente di fare politiche di immigrazione in attesa di modificare la Bossi-Fini: "questa é la direzione di marcia del governo: ed è su questo che bisogna giudicare. Poi lavoreremo alla modifica della legge".

E mentre la politica discute, dalla Guardia Costiera, impegnata ogni giorno a contrastare l'immigrazione clandestina, ma anche a soccorrere tanti disperati del mare (nel 2006 sono state 4.149 le persone soccorse) propone l'utilizzo di aerei senza pilota nel dispositivo di controllo dell'immigrazione clandestina, come ha detto il comandante generale delle capitanerie di porto, l'ammiraglio Luciano Dassatti, sottolineando di essere "entusiasta" di questa possibilità.

(16 giugno 2006)