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Grosseto
Menù islamico in ospedale
Integrazione in corsia all'ospedale di Grosseto. Una stanza riservata alla preghiera del venerdì
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GROSSETO - Cous cous, kebab, spezzatino del Maghreb: questo il menù della mensa dell'ospedale "Misericordia" di Grosseto per i pazienti islamici.

Del resto, l'ospedale non è nuovo a questo tipo di servizi, volti a migliorare la degenza dei pazienti. Già da alcuni anni, infatti, aveva introdotto una vera e propria "carta", consentendo così ai pazienti di scegliere fra tre primi, tre secondi e tre contorni. I pazienti potevano semplicemente consultare il mattino i piatti del giorno e comunicare alla cucina il pranzo e la cena di gradimento.

L'idea del menù musulmano nasce, invece, da un progetto della Asl 9 per i pazienti di fede musulmana ricoverati nei vari reparti dell'ospedale, ma è rivolto anche a tutti gli altri degenti. Rigorosamente bandita la carne di maiale e quella di vitella è macinata secondo i precetti islamici. Ovviamente in corsia non arriveranno neanche vino e altri alcolici, ma questa regola, trattandosi di un ospedale, già vigeva.

Ma non è tutto. Da questa settimana, i pazienti di fede islamica avranno a disposizione anche una stanza per la preghiera del venerdì.

Giuseppe Ricci, direttore generale della Asl 9, illustra il progetto innovatore: "Ci furono chieste due cose, - spiega - la presenza nei consultori pubblici di ostetriche, perché le musulmane vogliono farsi visitare solo da altre donne, e la previsione di un menù ospedaliero che tenesse conto delle loro esigenze. Non abbiamo avuto alcuna difficoltà a riconoscere la legittimità di tali richieste e abbiamo iniziato a lavorare intorno a questi progetti".

La Asl 9, inoltre, stampa una "Carta dei servizi" per i cittadini stranieri in tre lingue: inglese, francese e arabo, distribuita anche attraverso gli uffici e gli sportelli dell'amministrazione provinciale.

Il progetto ha accolto le istanze della significativa comunità islamica presente a Grosseto, di cui un rappresentante, Mohamed Rhalleb, fa proprio il cuoco nell'ospedale "Misericordia". "E stiamo lavorando anche intorno a un altro progetto - conclude Ricci -. Nel menù vogliamo inserire anche piatti tipici maremmani, con prodotti di questa terra che merita anch'essa di essere tutelata. Del resto, non avremmo alcuna difficoltà a prendere in considerazione qualsiasi altra richiesta dovesse arrivarci da altre religioni o etnie". Più avanti di così…

(18 aprile 2005)

Melania Giacò