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Idris Sanneh ci parla del tg multietnico: il telegiornale in nove lingue in onda ogni giorno su Rete Brescia   Invia questo articolo

BRESCIA - Dopo aver parlato del Noticiero, l'ultimo nato tra i tg etnici, non potevamo non rendere omaggio ad un vero e proprio veterano: il Tg Multietnico.

Nato due anni e mezzo fa, il Tg Multietnico va in onda tutti i giorni su Rete Brescia , e in un certo senso "contiene" tutti i suoi epigoni.
Una redazione di immigrati guidati dal vulcanico Idris Sanneh dà vita ad un notiziario in 9 lingue diverse, capace di informare la comunità straniera al completo, indifferentemente dall'etnia di appartenenza.

Il direttore toglie subito ogni dubbio sulla salute della sua creatura: "Il tg multietnico va benissimo, - dice Idris - cresce e si fa sempre più bello, con servizi sempre più simpatici, e sempre più mirati."

Una bella soddisfazione per il suo ideatore. Da cosa è nata quest'avventura?

È nata da un'idea covata per tanto tempo.
Ci ho messo cinque anni per definirla , ponderarla e finalmente darla alla luce. È chiaro che dopo cinque anni doveva essere una cosa ben pensata.
Il tg multietnico è nato dalla voglia di dare voce ad una popolazione di immigrati in continua crescita. Parallelamente stavano crescendo anche i pregiudizi, una certa intolleranza.
Noi volevamo dare una voce diversa, non comune, all'immigrazione.

Per l'Italia è stata la prima esperienza del genere, come ci si sente da pionieri?

Non sono il tipo che gioisce o che dà grande importanze ai primati.
Mi piace però essere primo perché i secondi sono i primi degli ultimi.
Quando è nato il tg multietnico non mi risultava che ci fosse in giro niente di simile, e non mi risulta tutt'ora.
Noi abbiamo notizie in addirittura nove lingue, quelle più rappresentate nella provincia di Brescia.
Andiamo dal pakistano al serbocroato, dall'albanese all'arabo, al francese, allo spagnolo. Da poco abbiamo iniziato anche con il portoghese…
Tante lingue alle quali corrispondono le sfaccettature della comunità degli immigrati.

Sembra però che abbiate fatto scuola. I notiziari per immigrati sono sempre più diffusi…

Io ho dato consulenza un po' in tutta Italia, a Genova, in Calabria, a Brindisi.
Però certo ogni paese, ogni regione, ogni provincia ha una sua realtà, in base alla quale bisogna "tagliare" il telegiornale
Noi ad esempio puntiamo sulle informazioni locali, e su quelle di servizio.

E le notizie dai paesi d'origine?

Certo, ci sono anche quelle, però ormai tanti hanno il satellite, internet, possono cercare da soli le informazioni che riguardano il proprio paese.
Con le radio in word streaming, poi, da qualunque parte del mondo, si possono ascoltare addirittura le varie radio locali.
Noi, ripeto, puntiamo sull'informazione di servizio.
Penso che un telegiornale, una radio, un giornale, devono essere vicini alle persone, e quindi dar loro informazioni che le riguardano direttamente, nella vita di tutti i giorni.
Poi giochiamo molto sull'attualità, sia con le notizie che passano le agenzie sia con quelle che facciamo noi localmente.

A quanto pare la pianura padana vi stava stretta… da un anno siete anche sul satellite. Quali altri progetti avete per il futuro?

Mettere su una rete sempre più grande: presto avremo corrispondenti un po' dappertutto, il nostro tg coprirà tutto lo stivale.
Noi vogliamo essere una vera e propria agenzia d'informazione.
Il sogno ultimo è il "news gathering": prendere un'informazione, poterla vendere, distribuire, e poterla anche regalare quando ne abbiamo voglia.

Formerete altri giornalisti immigrati?

Certo, possiamo prendere giornalisti in erba come quelli con i quali è iniziato il tg multietnico, che in due anni e mezzo sono diventati davvero molto bravi...
Il giornalismo è talento, è passione, dedizione, diciamocelo: si può essere giornalisti anche senza un esame di stato.

Che differenza c'è, nell'approccio alle notizie, tra un giornalista del tg multietnico e i suoi colleghi dei tg nazionali?


Un giornalista che si occupa di immigrazione, essendo lui stesso immigrato, evita il sensazionalismo.
Cosa che non fa il giornalista generalista, che cerca parole ad effetto per raccontare la notizia. "Effetto" che vuole dire ingigantire la situazione,
L'immigrato non copre, non scappa, non cancella ciò che è successo, ma ha un metro di giudizio, una misura molto più sensata: narrare i fatti così come sono successi.
L'informazione viene vagliata, soppesata, controllata.
Al tg multietnico abbiamo una sensibilità diversa verso le cose, evitiamo di gridare le situazioni.
È in questi casi che interviene veramente la deontologia.

(24 febbraio 2003)

Elvio Pasca