Il caso
A Romano d'Ezzelino (Vicenza) bonus del secondo figlio solo a italiani
Il sindaco: "Gli immigrati hanno già tanti sussidi"
VICENZA - E' polemica a Romano d'Ezzelino (Vicenza) per una delibera approvata dall'amministrazione municipale il 3 novembre scorso che prevede un bonus di 450 euro per la nascita, nel 2005, del secondo figlio o l'adozione del primo alle coppie nelle quali almeno uno dei coniugi risieda nel comune da non meno di cinque anni. Ma solo per i cittadini italiani.
In vista della cerimonia ufficiale con la quale il sindaco consegnerà domenica prossima i primi trenta assegni conferiti ai bimbi nati entro giugno, a scendere in campo è la Cgil di Vicenza che bolla il provvedimento della giunta di centro destra (della quale non fa parte l'Udc) come "discriminatorio e anticostituzionale" e non rispondente "al diritto di cittadinanza degli immigrati".
A porre per primi la questione erano stati i partiti dell'opposizione, che avevano inviato una lettera al prefetto di Vicenza, ai parroci della zona e ai vescovi veneti per denunciare i contenuti del provvedimento. "Non ci ha ancora risposto ufficialmente nessuno - ammette il consigliere municipale di minoranza Giovanni Baron, esponente della lista civica "Insieme per Romano" - anche se la Caritas diocesana di Padova si è detta rattristata per l'accaduto".
Destinataria del bonus, in base ai calcoli dell'opposizione, sarà un'ottantina di famiglie del comune, che conta oltre 14 mila residenti, mille dei quali extracomunitari. A difendere senza tentennamenti la delibera è il sindaco Rosella Olivo. "Gli extracomunitari hanno già molte agevolazioni a Romano d'Ezzelino - spiega - perché usufruiscono di alcuni servizi che non riescono a pagare, come nel caso dell'asilo nido". Agli immigrati - ricorda ancora - vengono già elargiti dei sussidi per far fronte alle situazioni di disagio.
Il bonus, che secondo il primo cittadino ricalcherebbe a grandi linee quello previsto dal ministro del Welfare, vuole essere - sottolinea Olivo - un regalo "elargito a coloro che in questa società hanno ancora il coraggio e la responsabilità di mettere al mondo dei figli". Anche per l'esclusione degli italiani residenti da meno di cinque anni il sindaco ha pronta una spiegazione.
"Chi ha permesso lo sviluppo economico di Romano? Chi vi lavora da molto tempo - sottolinea - chi vi vive e ha costruito la propria famiglia da tempo: bisogna conoscere bene la nostra particolare realtà per capire". Una realtà - aggiunge - fatta di un quartiere-dormitorio abitato da persone che a Romano d'Ezzelino restano per poco tempo, qualche volta solo dei mesi.
"Non sarebbe giusto - rileva il sindaco - dare anche a loro il bonus". Rintuzzate le polemiche, il sindaco parte al contrattacco: "ad essere discriminati - dice Olivo rispondendo alle accuse della Cgil di Vicenza - in questi giorni sono i cittadini italiani, in tutti i sensi; per qualunque atto si compia prima si pensa agli extracomunitari". "Questi si comprano l'appartamento a Romano d'Ezzelino - afferma - e poi hanno la pretesa che l'amministrazione municipale paghi la rata del mutuo quando non ce la fanno. E' mai possibile?". Ma non è solo la questione abitativa a far arrabbiare il sindaco nei confronti degli immigrati che risiedono nel comune: "solo loro si permettono di entrare nella mia stanza per le loro rivendicazioni - conclude Rosella Olivo - senza neppure bussare. Basta, è ora di finirla".
(29 novembre 2005)