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Ricerca della Cgia: cresce il numero di extracomunitari a guida delle aziende.
Incremento del 15% rispetto al 2001

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VENEZIA - Imprenditoria ed immigrazione: binomio sempre più vincente.

Una ricerca condotta dall'Ufficio Studi dell'Associazione Artigiani di Mestre (Cgia) ha fornito dati molto interessanti: al 31 dicembre del 2002 circa 211.500 extracomunitari guidavano aziende nel nostro Paese, con una crescita rispetto al 2001 del 15%.

Il peso delle cariche detenute da extracomunitari in azienda, rispetto al totale delle cariche è nel Friuli Venezia Giulia (4,52%), (contro una media nazionale del 2,71%), seguita dall' Abruzzo (3,73%), dalla Toscana (3,54%), dal Lazio (3,49%) e al quinto posto dalla Lombardia con il 3,24%. Mentre il Veneto è al settimo posto con il 2,77%, segue la Calabria con il 2,74% . Fanalini di coda la Puglia (1,54%), e la Basilicata (1,53%).

Secondo la ricerca, sono le regioni del Centro a occupare, in generale, le posizioni di testa per quanto concerne la più alta percentuale di imprese a guida extracomunitaria sul totale delle imprese attive.
In termini assoluti, invece, la Lombardia è la regione in cui si registra una maggiore concentrazione di aziende guidate da extracomunitari, dove gli imprenditori sono 45.948, più del doppio della Toscana (20.317 imprenditori), seguita dal Veneto (20.274) e dall' Emilia Romagna (19.036). Ultime in Italia in questa classifica la Valle D' Aosta (con 350 imprenditori extracomunitari), il Molise (1.046), e la Basilicata (1.149).

"La cosa più curiosa - sostiene Giuseppe Bortolussi, Segretario della Cgia - sta nel fatto che non c'é nessuna corrispondenza a livello geografico tra la presenza di lavoratori dipendenti extracomunitari e di imprenditori sempre extracomunitari. A dimostrazione che le imprese multietniche crescono anche in quelle aree dove è meno forte il trend di sviluppo".

(23 aprile 2003)

s.c.