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VENEZIA - L'imprenditoria in Italia è sempre più multietnica.
In barba a chi vorrebbe gli stranieri in Italia solo come manodopera a basso costo, cresce il numero di extracomunitari che diventano imprenditori.,
L'Osservatorio sull'imprenditoria extracomunitaria della Cgia di Mestre, lavorando sui dati forniti da Movimprese-Infocamere (aggiornati al 31 dicembre 2001), ha rilevato che sono 184 mila gli extracomunitari alla guida di aziende nel nostro Paese.
E il trend è tutto in positivo: una crescita del 2,39% rispetto al 2000.
L'indagine della Cgia fa cadere anche un luogo comune piuttosto diffuso, che vuole le donne immigrate poco emancipate e destinate, al massimo, a diventare colf.
47.738 degli imprenditori extracomunitari sono donne, il 26% del totale!.
In pratica, in una impresa extracomunitaria su quattro il titolare è donna. E anche in questo caso si registra un incremento rispetto al passato: le imprese condotte da extracomunitarie sono aumentate del 13,72% rispetto al 2000, quando erano 41.980.
L'indagine della Cgia fornisce anche un quadro della distribuzione geografica dell'imprenditoria immigrata, con particolare attenzione alla realtà del Nord Est.
Il Veneto è cresciuto del 17,22% registrando un totale di 17.418 aziende delle quali 4.374 guidate da donne (queste ultime cresciute del 13,52% rispetto il 2000).
Nel Friuli Venezia Giulia, invece, l'aumento totale è stato il più basso d'Italia con una percentuale di incremento del 6,54% (in termini assoluti si è raggiunta la quota di 7.037 aziende) mentre le donne sono cresciute solamente del 4,13%.
Infine, nel Trentino Alto Adige l'aumento totale è stato del 14,40% (+313 imprese) con le donne che sono salite di sole 61 unità, raggiungendo la quota di 594 (in termini percentuali la crescita é stata dell' 11,44).
Eppure non tocca al ricco Nord est il primato degli imprenditori immigrati.
La crescita più sostenuta è avvenuta infatti nel Lazio (+25,44%), seguito da Sardegna (+ 24,90%) e Campania (+ 23,49%).
Tolta la Liguria e la Lombardia, rispettivamente al 4/O e al 6/O posto, le posizioni di testa della classifica sono tutte occupate da regioni del Centro Sud.
"La cosa più curiosa - sostiene Giuseppe Bortolussi della CGIA Mestre - sta nel fatto che non c'é nessuna corrispondenza a livello geografico tra la presenza di lavoratori dipendenti extracomunitari e di imprenditori sempre extracomunitari.
A dimostrazione che le imprese multietniche crescono anche in quelle aree dove è meno forte il trend di sviluppo".
Dati confortanti, quelli della Cgia di Mestre: lasciano sperare che sempre più immigrati trovino nell'autoimprenditorialità uno strumento importante, oltre che di realizzazione personale, di integrazione.
(29 aprile 2002)
Elvio Pasca
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