Imprese
In Italia sempre più manager stranieri
Osservatorio della Confartigianato: 56.822 sono attivi nell'artigianato
ROMA - Gli stranieri sono sempre più manager, soprattutto nell'artigianato.
Questa la scelta che un numero sempre più alto di immigrati adotta per lavorare e per integrarsi in Italia. Un'opzione, come dimostra uno studio dell'Osservatorio della Confartigianato sull'imprenditoria straniera, su cui hanno puntato nel 2005 372.058 stranieri, dei quali 286.542 extracomunitari.
Una quantità significativa, viene sottolineato, pari al 4,7% del totale degli imprenditori operanti Italia, un 15,3% dei quali, vale a dire 56.822 unità, attivi nell'artigianato. All'interno di questo settore, puntualizza la Confartigianato, la presenza più consistente di imprenditori extracomunitari si concentra nel settore delle costruzioni (68,3% del totale), seguito dal tessile-abbigliamento (9,4%), trasporti (7,4%), estrazione e lavorazione metalli (4,2%), servizi alle imprese (2,7%) e alimentare (2,5%).
Gli imprenditori artigiani extracomunitari provengono per il 48,5% dai Paesi dell'Europa non comunitaria (soprattutto da Albania, Romania e Svizzera), per il 25,7% dall'Africa (Marocco, Egitto e Tunisia), per il 13,2% dall Asia (di cui il 9,3% dalla Cina), per il 9,3% dall'America Latina (prevalentemente Argentina e Brasile) e infine dal Nord America (2,4%) e Oceania (0,9%).
Secondo la ricerca gli imprenditori artigiani stranieri sono prevalentemente maschi (90%) e relativamente giovani: circa un terzo ha meno di 35 anni e poco più della metà ha tra i 35 e i 45 anni. Significativo anche il profilo della formazione scolastica: il 41% degli artigiani stranieri è diplomato e il 15,4% è in possesso di laurea. Inoltre, 6 stranieri su 10 attivi nell'artigianato hanno inaugurato la propria attività nel corso degli ultimi 5 anni. In questo caso, viene spiegato, l'avvio dell'azienda è stato preceduto da un'esperienza, svolta sovente nel paese d'origine (soprattutto in veste di operaio), anche se più del 16% del totale aveva già esercitato in patria una attività imprenditoriale.
Sul fronte degli ostacoli incontrati nella propria esperienza lavorativa, gli imprenditori extracomunitari indicano al primo punto l'individuazione della clientela e la continuità del lavoro (21,2%), seguita dalla burocrazia, anche per l'avvio dell'attività (19,4%). Ulteriore problema segnalato quello dell'accesso ai finanziamenti bancari (13,6%), i pregiudizi della clientela e i problemi di razzismo (per il 13% dei casi) e i ritardi nei pagamenti (10,6%).
(23 agosto 2006)