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Sono 120 mila le imprese extracomunitarie in Italia, +20% in un anno   Invia questo articolo

MILANO, 15 NOV - In tempi di globalizzazione, la presenza di extracomunitari in Italia cresce, e si fa sentire anche tra le imprese: sono infatti oramai più di 120 mila le ditte individuali di cittadini extracomunitari alla fine del terzo trimestre del 2002, in crescita del 19,4% rispetto al terzo trimestre del 2001 e del 14,4% da inizio anno. Questo significa che quasi uno straniero su 10 che risiede in Italia è un imprenditore (esattamente l'8,2%: rispetto al dato degli stranieri residenti in Italia il primo gennaio 2001 e pari a 1.464.589). E' quanto emerge da un' indagine della Camera di Commercio di Milano sulle aziende extracomunitarie.

E' la Lombardia la regione dove sono più presenti con quasi 21 mila imprese, seguita dalla Toscana, dall'Emilia Romagna e dal Veneto. Mentre la crescita più forte nel corso del 2002 si é registrata nel Lazio (+18,8%), seguita dall'Emilia Romagna e dal Veneto.

Se invece si pesa il numero di imprese extracomunitarie sul numero complessivo di ditte individuali attive in Italia, si scopre che queste rappresentano il 3,5% del totale, un dato che sale al 5,1% in Friuli Venezia Giulia e addirittura al 6% in Toscana. Sono imprese attive soprattutto nel settore del commercio e delle costruzioni, ma non si disdegnano trasporti, attività immobiliari e di noleggio, mentre ci sono anche oltre mille imprese nel settore dell'intermediazione monetaria e finanziaria.

A guidare il trend positivo di crescita dell' ultimo periodo é la regione Lazio, dove la crescita nel corso dei primi nove mesi dell'anno di imprese extra-comunitarie è stata del 18,8% (del 27,3% rispetto al terzo trimestre 2001), seguita dall'Emilia-Romagna (+16,8% e +22,1%), dal Veneto (+16,2% e +21,9%) e dalla Lombardia (+16,1% e +21,4%). Seguono il Piemonte, la Liguria, la Puglia, la Campania, il Trentino Alto Adige, la Sardegna, Umbria, Calabria, Toscana e Marche. Sotto una crescita del 10%: Friuli Venezia Giulia; la Sicilia, gli Abruzzi, il Molise, la Valle d'Aosta e la Basilicata.

Per quanto riguarda la localizzazione, è la Lombardia la regione in Italia dove è più alta la presenza di imprese extracomunitarie, con quasi 21 mila unità (pari al 17,2% del tot. Italiano). Al secondo posto c'é la Toscana (13.031 imprese; pari al 10,9% del totale), seguita dall'Emilia Romagna (10.877; 9,1%), dal Veneto (10.567; 8,8%), dal Lazio (10.254; 8,5%); dal Piemonte (8.557; 7,1%); dalla Sicilia (7.439; 6,2%); dalla Campania (7.103; 5,9%); dalla Puglia (4.902; 4,1%), e via via tutte le altre regioni fino ad arrivare alle 793 imprese extracomunitarie della Basilicata (0,7% del totale Italiano), alle 651 del Molise (0,5%) e alle 153 della Valle d'Aosta (0,1% del totale).

Come detto, poi, in Italia il numero complessivo di imprese extracomunitarie rappresenta a fine terzo trimestre 2002 il 3,5% del numero complessivo di ditte individuali presenti in Italia, contro il 2,9% del terzo trimestre 2001. Tra le singole regioni, è la Toscana quella dove le imprese extracomunitarie pesano di più: il 6% del numero complessivo di ditte individuali attive nella regione. Segue il Friuli Venezia Giulia (5,1%); la Lombardia (4,9%); la Liguria (4,3%); l'Emilia Romagna (4,2%); il Lazio (4,1%); gli Abruzzi (3,9%); il Veneto (3,6%); la Calabria (3,4%); l'Umbria, le Marche e il Piemonte (3,2%).

Le imprese extracomunitarie sono soprattutto concentrate nel settore del commercio (oltre 51 mila unità; pari al 43% del dato totale), in quello delle costruzioni (24.981; 20,8%), e in quello manifatturiero (17.260; 14,4%). Segue il settore immobiliare, del noleggio e informatico (6.287; 5,2%), quello dell'agricoltura (5.464; 4,6%), quello dei trasporti (quasi 4.800 unità; 4%) e quello degli alberghi e ristorazione (4.219 unità; 3,5%). Da notare anche le oltre mille imprese extracomunitarie presenti nel settore dell'intermediazione monetaria e finanziaria (pari allo 0,9% del totale), le 190 imprese nell'istruzione e le 127 nella sanità. Nel corso dei primi nove mesi del 2002, il settore che è cresciuto di più è stato quello delle costruzioni (+22,3%), quello dei trasporti (+19%), quello del commercio (+15,1%), quello delle attività immobiliari, noleggio e informatica (+10,9%). Seguono il manifatturiero (+9,9%), la sanità (+6,6%) e l'agricoltura (+5,6%).

(15 novembre 2002)