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VENEZIA - Uno psicologo, un pedagogo, il rappresentante regionale per l'Europa e l'America latina. E' questo il team che seguirà i piccoli studenti delle scuole coinvolte in un progetto pilota di educazione interculturale, promosso dalla Regione Veneto, che "ha così inteso - spiega una nota - compiere un primo significativo passo nella realizzazione di una moderna società interetnica, capace di rispondere a pieno alle richieste e alle esigenze dei minori".
L'investimento per il 2002 è di 270 milioni di lire. Il progetto, che avrà la durata di un anno e non ha precedenti in altre regioni d'Italia, coinvolgerà otto scuole di Padova, Venezia, Verona.
Il programma si pone l'obiettivo di "fornire ai bambini gli strumenti culturali indispensabili per diventare in un futuro non lontano adulti responsabili e consapevoli". E quindi - prosegue la nota della regione - di "cercare di migliorare la qualità della vita dei bambini italiani e stranieri che abitano in Veneto, dando concretezza ai principi sanciti nella convenzione internazionale sui diritti dei minori".
Secondo il programma, "gli alunni delle otto scuole si confronteranno in classe con situazioni di maltrattamento, di abuso, di pericolo e di vulnerabilità". L'attività didattica si avvarrà per questo di laboratori e di gruppi di animazione, di tavole rotonde e conferenze a tema, di mostre e di esposizioni. Il progetto è coordinato dalla Direzione regionale per i servizi socio sanitari in sinergia con il Bureau international catholique de l'enfance.
La presenza di figli di immigrati nelle scuole di tutte le province del Veneto è cresciuta negli ultimi anni e le statistiche confermano la tendenza in aumento.
Da una recente indagine svolta nella provincia di Treviso, ad esempio, emerge che in questo anno scolastico 2002 sono 1200 in più gli studenti provenienti da tutti i Paesi del mondo iscritti alle materne, elementari, medie e superiori della Marca.
Il record di presenze di alunni di nazionalità straniera si registra alle elementari e alle medie, dove l'aumento è pari al 12%.
La maggior parte dei nuovi scolari ha quindi un'età compresa tra i 6 e gli 11 anni, è a Treviso da un paio d'anni e nella stragrande maggioranza dei casi proviene da famiglie con permesso di soggiorno, da genitori che lavorano, soprattutto i padri, con un contratto di lavoro regolare.
In totale sono 5162 alunni stranieri nelle scuole della provincia di Treviso, in maggioranza ragazzi originari dell'ex Jugoslavia (Bosnia e Croazia), Kosovo e Albania, Marocco e Tunisia. L'anno scorso gli iscritti stranieri erano 3910 in tutto. Un esercito di alunni multietnici, secondo la ricerca, che negli anni a venire è destinato quasi certamente a crescere.
(7 marzo 2002)
Giovanni Senatore
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