Il caso
Nessun rinnovo per gli interinali?
Aiutano Questure e Sportelli Unici nelle pratiche per l'immigrazione, ma il ministero dell'Interno sembra non avere più bisogno di loro. L'allarme da Milano
MILANO - Lavorano ogni giorno su domande di assunzione, ricongiungimenti e rinnovi dei permessi di soggiorno, ma ora rischiano di finire a spasso, e quelle pratiche potrebbero accumularsi sulle scrivanie che abbandoneranno.
L'allarme arriva da Milano, dove un centinaio di lavoratori interinali assunti dal ministero dell'Interno danno man forte a Questura e Sportello Unico. La metà di loro, ai quali il contatto è scaduto qualhe giorno fa, ha in tasca una proroga fino alla fine di novembre, gli altri "scadranno" a fine anno. Per tutti all'orizzonte non si intravede un rinnovo.
"Il caso è nazionale, ci sono interinali con lo stesso problema anche in altre questure d'Italia, come Torino, Roma, Napoli o Palermo" spiega a Stranieriinitalia.it Antimo De Colla, segretario regionale della Cgil Funzione Pubblica Lombardia. E infatti a poco è servito l'incontro svoltosi qualche giorno fa in Questura a Milano (si attende invano da giorni una convocazione in Prefettura) per fare il punto della situazione: "Abbiamo le mani legate, tutto dipende dal Ministero", si sono sentiti rispondere i sindacati che chiedevano di rinnovare i contratti per il 2007, e del resto è chiaro che la Questura ambrosiana avrebbe tutto l'interesse ad avvalersi ancora di questi lavoratori.
Assunti per la prima volta in occasione della regolarizzazione del 2002, quando l'Italia si trovò da un giorno all'altro con 700mila immigrati regolari in più, gli interinali sono ormai tra le figure professionali più tipiche, a dispetto del loro inquadramento contrattuale, nella gestione dell'immigrazione in Italia. Cronicamente a corto di personale, il ministero dell'Interno se ne avvale da anni per fronteggiare quella che non può più essere considerata un'emergenza: tre milioni di cittadini stranieri che rinnovano il permesso di soggiorno o vogliono portare in Italia i loro parenti, ai quali se ne aggiungono, secondo le ultime stime di Caritas/migrantes, almeno altri trecentomila l'anno.
Cosa succederà quando Questure e Prefetture non potranno più contare sul prezioso aiuto degli interinali? "Ormai sono indispensabili. Come li sostituirà il ministero? Utilizzerà i dipendenti civili o militari? E da quali mansioni dovrà distoglierli? - continua De Colla - Noi temiamo la paralisi e i primi a farne le spese saranno proprio i cittadini stranieri, che vedranno allungarsi ulteriormente i tempi per le pratiche". Tutto questo senza considerare il know how accumulato a spese dello Stato da questi professionisti dell'immigrazione, che andrà perduto.
Il sindacalista racconta che una delle giustificazioni che circolano per il mancato rinnovo dei contratti è l'affidamento della gestione dei permessi di soggiorno a Poste Italiane e ai Comuni, che ridurrebbe il lavoro a carico delle Questure. Ma il passaggio di consegne è annunciato da mesi, e anche se dovesse scattare davvero entro la fine di novembre, come confermano (tra mille cautele) più fonti, non si consumerà certo da un giorno all'altro, sgravando di colpo il ministero dell'Interno dal lavoro finora portato avanti dagli interinali. "Se poi il nuovo sistema non parte o parte in ritardo, - si chiede De Colla - e gli interinali non ci sono più, intanto le pratiche chi le porta avanti?".
(31 ottobre 2006)
Elvio Pasca