Allargamento Ue: una circolare del Viminale spiega cosa cambia per i nuovi cittadini europei
ROMA - "Incipit Vita Nova". Fosse stato ministro degli Interni, Dante Alighieri avrebbe aperto così la circolare del Viminale su "Allargamento dell'Unione europea e libera circolazione dei cittadini dei nuovi paesi membri".
Emanato alla vigilia dell'allargamento, il documento fa capire come il 1 maggio 2004 rappresenti un cambiamento radicale, sicuramente in meglio, nella vita quotidiana di migliaia di immigrati.
Si inizia dai visti d'ingresso: tutti aboliti.
I nuovi cittadini europei possono ormai entrare liberamente in Italia, con in tasca un semplice documento di identità, qualunque sia la durata e il motivo del loro soggiorno.
Chi vuole rimanere in questo Paese non deve fare altro che recarsi in Questura e chiedere la carta di soggiorno. È un documento lontano anni luce, per diritti che fa acquisire, dal suo cugino povero permesso di soggiorno. Basti pensare, e chi ha mai avuto a che fare con Ufficio Stranieri capirà cosa vogliamo dire, che la carta va rinnovata solo una volta ogni dieci anni!
Il Viminale ricorda poi che le espulsioni adottate in passato nei confronti di cittadini che sono diventati comunitari ormai non valgono più, a meno che non siano state dettate da motivi di ordine, sicurezza, o sanità pubblica.
Di conseguenza verranno anche cancellate tutte le segnalazioni inserite nel famigerato Sistema Informativo Schengen (SiS), la banca dati europea che impedisce a chi è espulso da uno dei paesi membri di riparare in un altro stato dell'Unione.
Purtroppo i lavoratori subordinati dovranno ancora vedersela con la moratoria, rimanendo in un certo senso "extra" per altri due anni.
La circolare del Viminale però indora la pillola: le loro autorizzazioni al lavoro non avranno più bisogno del nulla osta della Questura.
Ministero degli Interni: circolare 28 aprile 2004
(6 maggio 2004)
Elvio Pasca