Europa

       Italiani: tolleranti o razzisti?

28 Dicembre 2000 Italia

23 Dicembre 2000Europa

Il 92,5% degli italiani non si sente razzista. Ma un numero quasi identico (87,1%) ritiene che nelle scuole si possa insegnare la religione cattolica ma non quella islamica mentre soltanto il 7,2% si dice favorevole.

Lo stesso orientamento si rileva se si passa dalla scuola al lavoro. Se per il 79% degli italiani, infatti, ai cittadini stranieri che vengono a lavorare in Italia spettano gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri lavoratori (contrari il 5,5%), per un percentuale pari all'88,9% questi stessi lavoratori non avrebbero diritto ad usufruire né di speciali periodi di vacanza, aggiuntivi a riposi e ferie contrattuali, per recarsi in pellegrinaggio alla Mecca (favorevole il 3,7%) né di dispense sul lavoro per consentire la preghiera del mezzogiorno (contrari l'83,9%). Ovviamente, di concedere la facoltà di spostare il giorno di riposo settimanale dalla domenica al venerdì neanche se ne parla (l'82,8% dice no).

Questi dati emergono da un sondaggio di Datamedia dal quale se per un verso sembra scongiurata una deriva razzista, per un altro si delinea una forte insofferenza verso i cittadini stranieri di religione islamica.

Altrettanto forte è la richiesta di leggi più rigorose in materia di immigrazione. Il 72% degli intervistati e' del parere che l'ingresso in Italia debba essere limitata a quanti hanno già un posto di lavoro con un 12,5% di intolleranti che vorrebbero chiudere all'immigrazione le porte dell'Italia.

Intanto il Prefetto di Brescia, Anna Maria Cancellieri, annulla l'ordinanza emessa nel novembre scorso, dal sindaco di Rovato (Brescia), Roberto Manenti con cui si imponeva ai "non cristiani" di restare lontani almeno 15 metri dalle chiese del paese. Il ricorso era stato presentato da Atef Adam, un cittadino italiano di religione islamica.

Le motivazioni sono inequivocabili. "Non vi è - si legge nel provvedimento di annullamento dell'ordinanza - chi non veda come il suo contenuto si ponga in palese e radicale contrasto con alcuni valori costituzionalmente tutelati che sono a fondamento della nostra società civile : il principio di uguaglianza , di libertà religiosa , la libertà di circolazione".


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