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Istat, cambia il volto dell'immigrazione: più donne e bambini.
Immigrati indispensabile risorsa per crescita del Paese
ROMA - L'immigrazione cambia volto,
abbandonando la connotazione individuale per diventare sempre
più un fenomeno che riguarda tutta la famiglia.
Ma,
soprattutto, rappresenta "un'indispensabile risorsa per
contribuire alla crescita della popolazione residente".
Il rapporto annuale dell'Istat, nella parte dedicata agli
stranieri, prende atto di una realtà che è profondamente
cambiata negli ultimi dieci anni. Innanzitutto nel ruolo che gli
immigrati rivestono ormai nella società italiana: "Gli
ingressi dall'estero - è scritto nel rapporto - contribuiscono
a contenere, soprattutto in alcune realtà territoriali, gli
effetti negativi della dinamica naturale e rappresentano
un'indispensabile risorsa per contribuire alla crescita della
popolazione residente".
Anche i luoghi di provenienza degli
immigrati contribuiscono a dare al fenomeno una nuova
connotazione, con quelli dai paesi dell'est che hanno scalzato
presenze storicamente più forti in Italia, come le comunità
filippina e cinese.
Al primo gennaio del 2002, la popolazione straniera con
regolare permesso di soggiorno era di un milione e 448 mila
unità. Un numero raddoppiato rispetto a dieci anni fa quando
gli immigrati erano 649mila. Per vivere, gli stranieri scelgono
in prevalenza il nord ovest (32,4 per cento), seguito dal centro
(29 per cento), dal nord est (25,1 per cento) e, fanalino di
coda, dal sud (in cui si ferma il 13,5 per cento).
Diverse, sempre rispetto a dieci anni fa, anche le
caratteristiche del fenomeno. Oggi il 45 per cento degli
immigrati è composto da donne (nel '92 erano il 33), il 19,2
per cento da minori (nel '92 erano 10,8) e il 56 per cento da
sposati (mentre nel '92 erano il 40). Nel 2001, inoltre, l' 85
per cento dei permessi di soggiorno (68mila) è stato concesso
per ricongiungimento familiare.
"L'immigrazione - afferma
ancora il rapporto - appare sempre meno un comportamento
individuale e la più cresciuta presenza di nuclei familiari e
il crescente numero di nascite registrate tra i residenti
stranieri sono segnali che inequivocabilmente dimostrano
l'espandersi di progetti migratori di lunga permanenza, in molti
casi di definitivo insediamento".
Dagli anni novanta, inoltre, è costante l'aumento della
percentuale dei cittadini provenienti da paesi a forte pressione
migratoria, che rappresentano l'85 per cento del totale e nel
2002 il numero di quelli arrivati dai paesi dell'est ha superato
quelli di provenienza africana (432mila contro 402mila). Proprio
dagli ex paesi del blocco sovietico arriva una delle principali
novità: la comunità rumena ha superato quella filippina, da
sempre una delle più nutrite.
Addirittura, tra il '99 e il 2000
gli ingressi dalla Romania sono aumentati dell' ottanta per
cento. Al primo posto rimane comunque la comunità marocchina,
con 167.889 permessi di soggiorno concessi al 1 gennaio del
2002, seguita dall'Albania (159.317), dalla Romania (82.985),
dalle Filippine (67.711) e dalla Cina (62.146).
(21 maggio 2003)
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