Il dramma dei kit
Moduli venduti al mercato nero: prezzi fino a 250 euro
La denuncia dei sindacati: "Tante le segnalazioni"
MILANO - Fino a 100 euro pagati per il kit per la domanda di assunzione di lavoratori extracomunitari: secondo la Camera del lavoro di Milano, in città si è creato un vero e proprio bagarinaggio e i moduli, consegnati gratuitamente in posta, ma difficili da reperire per l'alto numero di richieste, vengono venduti per le strade.
"Se c'é anche allegato un contratto - afferma il sindacato - di lavoro, ovviamente falso, il prezzo raggiunge i 10 mila euro". La Cgil sottolinea inoltre che, per mancanza di informazione, spesso gli immigrati credono di trovarsi di fronte ad una sanatoria e non hanno ben chiaro che non tutte le domande verranno accettate.
"I posti a disposizione, stabiliti dal Ministero, sono 170 mila - spiega Graziella Carnieri della Camera del Lavoro - Perché allora distribuire così tanti kit, creando aspettative inutili?". La risposta starebbe, sempre secondo il sindacato, negli introiti che lo Stato e Poste Italiane riceverebbero se tutti i moduli ritirati venissero poi effettivamente spediti.
"La tariffa per la riconsegna di ogni busta, già prestampata sulla busta stessa è di 5,70 euro. Ogni domanda, dovrà inoltre contenere una marca da bollo di 14,62 euro - spiega Carnieri -. Se venissero riconsegnate le 900 mila domande fino ad ora distribuite ci sarebbe un introito complessivo di 5 milioni di euro per le Poste e di oltre 13 milioni di euro per lo Stato".
Anche l'Anolf Cisl di Pesaro denuncia un
mercato illegale dei moduli distribuiti gratuitamente dagli
uffici postali.
Secondo il sindacato i kit verrebbero venduti a prezzi fra i 30 e i 250 euro
ciascuno.
A lanciare l'allarme è stato Gianluigi Storti, responsabile territoriale.
Secondo la sua testimonianza, all' Anolf sarebbero
già arrivate "una decina di segnalazioni in tal senso".
Non solo: sembra che dietro un compenso di 400 euro, alcuni
professionisti si offrano di compilare la domanda con la
promessa di un' assunzione sicura.
(24 febbraio 2006)
Stefano Camilloni