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La Regione Lombardia formerà in Senegal e Tunisia lavoratori da inserire nelle imprese artigiane
MILANO - Formare lavoratori qualificati in Tunisia e Senegal, per poi impiegarli nelle imprese artigiane di Como, Bergamo e Brescia.
La Regione Lombardia creerà dei canali preferenziali per l'ingresso di manodopera straniera qualificata, avviando un progetto sperimentale in collaborazione con UnionCamere, Agenzia per il Lavoro e associazioni regionali di categoria.
A Dakar (Senegal) e nei governatorati tunisini di Gafsa e Kasserine verranno selezionati 250 lavoratori, che frequenteranno in loco un corso di 400 ore per diventare piastrellisti, idraulici, elettricisti, muratori.
Finita questa prima fase, verranno assunti con un contratto di formazione professionale dagli imprenditori lombardi che aderiscono al progetto, che si impegneranno anche a garantire loro un alloggio.
Per l'assessore regionale all'artigianato Giorgio Pozzi, che ieri ha firmato l'accordo che dà il via alla sperimentazione, si tratta di un'esperienza innovativa, che potrebbe tracciare una strada importante per le future politiche migratorie dell'Italia.
'Intendiamo mettere a punto - ha detto Pozzi - un modello lombardo, che può essere anche un segnale preciso al governo nazionale per una migliore gestione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione, tanto che il Ministero del Lavoro guarda con interesse a ciò che stiamo facendo".
La nuova legge sull'immigrazione prevede espressamente programmi di istruzione e formazione professionale nei paesi d'origine organizzati da enti locali e associazioni di categoria italiane.
I lavoratori stranieri che partecipano a questi programmi avranno la precedenza negli ingressi previsti dal decreto flussi.
(10 febbraio 2004)
EP
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