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Lavoro: a extracomunitari il 23,9% dei nuovi posti, boom nel sud
(ANSA) - MILANO, 10 GIU - Sarà il Sud a trainare la domanda
di nuove assunzioni, tuttavia la gran parte di queste sarà
comunque difficile da reperire perché le aziende trovano
problemi nella ricerca di figure qualificate, mentre per altre
tipologie di lavori si renderà sempre più necessario l'
apporto di extracomunitari. E' quanto sostiene l'indagine
Excelsior-Unioncamere presentata oggi a Milano.
In particolare, il 40% delle assunzioni previste per l'anno
in corso (circa 270 mila), sono infatti considerate di difficile
reperimento dalle imprese. Rapportate al fabbisogno dei settori,
le assunzioni 'difficili' rappresentano il 47,7% del totale
nell'industria e il 32,5% nei servizi. Le motivazioni risiedono
principalmente nella disponibilità anche numerica delle figure
da assumere per il 44% dei casi, e nel loro effettivo livello di
qualificazione nel 35,9% dei casi. E' il Nord-Est a segnalare
comunque maggiori difficoltà nel trovare personale, qualificato
e non, e solo in un caso su due l' entrata programmata viene
soddisfatta.
Il perdurare di queste difficoltà concorre a spiegare -
secondo l' indagine - l' allargamento, previsto per il 2002,
della quota di assunzioni di personale extracomunitario. La
domanda di addetti di origine extracomunitaria a fine anno
potrà attestarsi a quota 163.794 unità, pari al 23,9% del
totale delle assunzioni previste (lo scorso anno questo valore
era stato pari al 20% del totale ndr). Di questi, l' industria
ne assorbirà 74.159 pari al 25,2% delle assunzioni totali del
settore, mentre i restanti 89.635 addetti alimenteranno le
imprese dei servizi (il 22,9% delle assunzioni totali del
settore). La domanda di lavoratori extracomunitari vede al primo
posto il Nord-Est, (27,5% delle richieste), seguito dal
Nord-Ovest (24,1% delle richieste), dal Centro (23,6%) e dal Sud
e Isole (19,9%).
Tuttavia, il tasso di crescita della base occupazionale
conferma anche per il 2002 la prevalenza del Mezzogiorno su
diverse altre aree. Il Sud e le Isole fanno registrare infatti i
valori più elevati sia rispetto alle entrate (+8,1% il tasso di
crescita), sia riguardo al saldo occupazionale (+4,5%). Seguono
il Nord-Est (+7% le entrate e +3,2% il saldo), il Centro (+6,3%
e +3,1%), e Nord-Ovest (+5,8 e +2,4%).
L' analisi territoriale
delle assunzioni mostra una sensibile concentrazione di
richieste di professionalità più elevate tra le imprese del
Nord-Ovest (il 22% sulla domanda totale), seguita in questa
graduatoria dal Centro (19%), Nord-Est (15%) e Mezzogiorno
(+13%). Più omogenea, infine, appare la diffusione delle
tipologie contrattuali flessibili, che raggiungono un picco del
38% nelle regioni dell' Italia centrale, contro quote che
altrove oscillano tra il 33 e il 34%. (ANSA).
10-GIU-02 14:32
(10 giugno 2002)
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