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L'esperto
"Fuori quota": entrare in Italia senza decreto flussi
Alcuni lavoratori stranieri possono essere assunti indipendentemente dalle quote stabilite dal governo. Ne parliamo con l'avv. Mariangela Lioy
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ROMA - I dati che arrivano dalla vostra Dpl vi fanno capire che difficilmente vi aggiudicherete una quota del decreto flussi? Forse non è ancora il caso di rassegnarvi.

Prima, chiedetevi se il lavoratore straniero che volete assumere non faccia parte dell'elite dei cosiddetti "fuori quota": in tal caso, potrebbe entrare in Italia senza passare per le strette maglie del decreto flussi!

Chiediamo qualche spiegazione all'avv. Mariangela Lioy, esperto in immigrazione a Stranieri in Italia. "Gli ingressi fuori quota - dice l'avvocato Lioy - riguardano lavoratori appartenenti a determinate categorie, che possono entrare in Italia indipendentemente dalle quote stabilite ogni anno dal Ministero del Lavoro con il decreti flussi. Basta che abbiano determinati requisiti e che naturalmente nel nostro Paese ci sia qualcuno pronto ad assumerli"

Qualche esempio?

Le tipologie sono tante e diverse tra loro. Si va dai traduttori agli infermieri professionali, dagli artisti ai lavoratori del circo, dai giornalisti ai manager… A giudicare dalle chiamate che arrivano al nostro call center, molti non sanno nemmeno di far parte di una dei queste categorie "privilegiate", e quindi si affidano al decreto flussi, con poche speranze di farcela.

C'è un termine per presentare domanda per un "fuori quota"?

No, l'ingresso di un fuori quota può essere richiesto in qualunque momento dell'anno, quando ce n'è bisogno. Naturalmente il rapporto di lavoro e le qualifiche del lavoratore devono rispettare dei requisiti ben precisi, stabiliti per legge, che cambiano di categoria in categoria.

Dove si presentano le domande?

Secondo il regolamento d'attuazione entrato recentemente in vigore, andrebbero presentate presso il famoso Sportello Unico, che però non è stato ancora istituito in nessuna provincia d'Italia. Una circolare congiunta del Viminale e del Ministero del Lavoro ha quindi chiarito che in questo periodo di transizione le domande vanno presentate alla Prefettura Utg. A Roma hanno già attivato uno sportello per riceverle. Sarà la Prefettura ad inoltrare le domande alla Direzione Provinciale del Lavoro che dopo l'istruttoria le rimanderà in Prefettura.

Per le domande si possono utilizzare i vecchi modelli rilasciati dalle DPL?
No, bisogna utilizzare dei modelli allegati dal Ministero dell Lavoro ad una circolare emanata la scorsa settimana. Sono a lettura ottica e dovrebbero servire quindi anche a sveltire le procedure.

La Prefettura rilascerà anche l'autorizzazione al lavoro?
No, l'autorizzazione può essere rilasciata solo dallo Sportello Unico, e quindi bisognerà aspettarne l'istituzione.

Quindi ad oggi le domande per i fuori quota sono bloccate?
No, perché intanto possono essere presentate e svolgere tutto il loro iter amministrativo. Non posso fare previsioni precise, ma suppongo che gli Sportelli Unici verranno istituiti prima che le domande presentate in questi gironi concludano il loro giro tra prefettura e direzione provinciale del lavoro.
Una volta a regime, l'iter per l'ingresso dei lavoratori fuori quota dovrebbe essere molto veloce. Già adesso è di gran lunga più veloce di quello previsto per tutti gli altri lavoratori.

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(14 marzo 2005)

Elvio Pasca