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Decreto flussi-bis
L'esperto: "Presentate domanda, c'è ancora qualche speranza..."
L'avv. Mariangela Lioy (Stranieri in Italia): "Se non si fissa una data nel nuovo decreto, ci saranno quote in esubero". "Perché non provare ad aggiudicarsele?"
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ROMA - "Nel dubbio, io presenterei domanda. Non costa nulla e c'è ancora qualche possibilità di aggiudicarsi una quota". Di fronte all'incertezza che circonda il decreto flussi-bis, l'avv. Mariangela Lioy (coordinatore del pool di esperti legali della Stranieri in Italia) consiglia ai ritardatari di tentare comunque la sorte.

Come scrivevamo ieri, sul tavolo del governo ci sono due possibilità. Si inserisce nel testo del decreto una data, oltre la quale le domande non possono essere considerate valide, oppure si indica semplicemente un tetto massimo di ingressi, calcolato in base alle domande presentate fino alla fine di maggio.

"Nel primo caso - nota l'avv. Lioy - saremmo di fronte a un decreto flussi anomalo. Fino a oggi i decreti sono stati sempre validi per tutto l'anno solare di riferimento, e questo è stato confermato anche da diverse circolari del ministero del Lavoro. Nel Testo Unico si legge che le quote sono definite annualmente e che qualora se ne ravvisi l'opportunità, ulteriori decreti possono essere emanati durante l'anno, ma non c'è nessun riferimento a date che limitino la validità del decreto".

C'è sempre una prima volta…
"Vero, ma introducendo una novità di questo tipo si corre comunque il rischio che, anche sulla base di quelli che sono i precedenti, il decreto venga impugnato. Di sicuro è più percorribile la strada del tetto massimo tarato sull'eccedenza delle domande presentate fino alla fine di maggio. Un decreto come tutti gli altri, senza alcuna modifica legislativa, realizzerebbe le intenzioni del governo di mettere in regola chi ha trovato una datore di lavoro pronto ad assumerlo".

Ma come calcolare con precisione il numero di domande da esaudire?

"Questo è un altro problema. Ad oggi, è impossibile sapere con esattezza quante delle domande presentate fino al 31 maggio possono davvero trasformarsi un'assunzione. E se lo si volesse scoprire prima di definire le nuove quote i tempi si allungherebbero eccessivamente.

Crede che ci siano molte domande "fasulle"?
Certo, è sempre successo. Molte persone arrivano disinformate alla corsa alle quote, inseguono solo il sogno di un permesso di soggiorno e presentano domanda anche se non ci sono i requisiti per instaurare un regolare rapporto di lavoro. Inoltre, anche chi a marzo ha presentato una domanda del tutto regolare, potrebbe oggi non essere più interessato a portare a termine l'assunzione. Se poi consideriamo la categoria delle badanti, purtroppo in molti casi la persona da assistere muore prima che la domanda termini il suo iter.

Quindi avanzeranno alcune quote?
È sempre successo: in un certo momento dell'anno, di solito in autunno, vengono redistribuite le quote del decreto flussi rimaste inutilizzate. Non ci sarebbero eccedenze solo se si fissasse un tetto così basso da rischiare di tagliare fuori anche qualche datore di lavoro che ha presentato domanda prima della fine di maggio. Non credo che questa sia l'intenzione del governo…

E chi prenderà queste quote in eccesso?
Chi ha presentato domanda, anche se lo fa solo oggi o nei prossimi giorni, fino a esaurimento. Ovviamente, man mano che passa il tempo le probabilità diminuiscono. È per questo che consiglio a chi ha trovato un datore di lavoro pronto ad assumerlo, e che ovviamente abbia tutti i requisiti previsti dalla legge, di non perdere tempo e fargli spedire la richiesta nominativa. Ripeto, le possibilità sono poche, ma perché non provarci?"

(4 luglio 2006)

Elvio Pasca