La ricerca
Lombardia: aumentano gli immigrati e crescono i nuclei con i bambini
I dati del Quarto Rapporto Regionale
MILANO - Sono in costante aumento e non scelgono piu' di abitare a Milano e provincia ma preferiscono altri centri, magari cercando di acquistare l'appartamento dove vivono e con in famiglia sempre piu' bambini.
E' la realta' degli immigrati presenti in Lombardia fotografata dal Quarto Rapporto Regionale, presentato dall'Osservatorio regionale per l'integrazione e la multietnicita', dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Ismu.
Dai risultati dell'indagine emerge che nel corso del quadriennio 2001-2004 la presenza sul territorio lombardo di stranieri provenienti dai "Paesi a forte pressione migratoria" si e' accresciuta di circa 230 mila unita', a un ritmo medio di sviluppo del 13% annuo che equivale a un raddoppio ogni 5,3 anni. In realta', la quasi totalita' della crescita e' da attribuire alla componente regolare, passata da 333 mila a 554 mila unita'.
Per quanto riguarda gli irregolari, dalle stime del 2004 si rileva un aumento in termini assoluti (circa 30 mila unita' in piu'), ma un leggero ma significativo incremento del tasso di irregolarita' (irregolari per ogni 100 presenti), salito dall'11% al 14% su base regionale, ma con punte che a Milano raggiungono il 22% (ben 8 punti in piu' rispetto al valore del 2003).
Per quanto la crescita dell'immigrazione straniera sia stata generalizzata su tutto il territorio regionale, i dati del quadriennio 2001-2004 mostrano l'affermarsi di un sostanziale processo di diffusione che va sempre piu' attenuando il ruolo accentratore del capoluogo lombardo. La provincia di Milano e' scesa nel 2004 per la prima volta sotto il 50% delle presenze regionali. Nel dettaglio, va accrescendosi sia la presenza dei minori (la cui quota e' salita dal 14,1% del 2001 al 23,3% del 2004), sia la proporzione di coniugati e di coniugi ricongiunti - cosi' come relativamente all'esame della condizione abitativa degli immigrati: da cui si rileva un generale aumento delle soluzioni abitative autonome e delle stesse case occupate a titolo di proprieta' (un fenomeno che riguardava l'8,5% dei presenti nel 2001 ed e' salito al 14,1% nel 2004).
Sul fronte economico si riducono i lavoratori a reddito decisamente basso (quelli con meno di 500 euro mensili passano dal 15,1% del 2001 al 5,1% del 2004), mentre aumentano significativamente quelli della fascia superiore a 1500 euro mensili (dal 2% del 2001 al 18,8% del 2004). In parallelo, diminuisce di 1/3 il tasso di disoccupazione calcolato con riferimento alla popolazione attiva (dal 18,5% all'11,1%) e il rapporto tra lavoratori regolari e irregolari sale da 5 a 2 nel 2001 a 8 a 2 nel 2004.
(30 maggio 2005)