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Lussemburgo: linea dura verso i clandestini che entrano in Europa
LUSSEMBURGO - I ministri degli Interni e della Giustizia della Ue hanno scelto la fermezza contro l'immigrazione clandestina in Europa.
I punti forti dei due documenti approvati ieri sono: la gestione comune delle frontiere esterne, il rafforzamento di Europol, il controllo in mare delle imbarcazioni sospette, il miglioramento dei controlli negli aeroporti e, soprattutto, "collaborazione attiva" con i Paesi dai quali i clandestini partono o transitano per i loro viaggi disperati.
Ora si aspetta il varo definitivo di questi punti, atteso
nel vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione che si riunirà tra una settimana a Siviglia.
Sulle misure di controllo c'è l'unanimità tra i Quindici, sulle sanzioni da applicare a chi non contrasterà l'immigrazione illegale invece ci sono posizioni diverse. Secondo il Ministro dell'Interno Claudio Scajola: "Sul principio siamo tutti d'accordo: è giusto dare aiuti ai Paesi che ne hanno bisogno, ma ci vuole anche assoluta fermezza verso quelli che non contribuiscono a fermare l'immigrazione illegale". Una posizione che è condivisa dall'Inghilterra, dalla Spagna, dall'Olanda, dalla Danimarca e, in parte, dalla Germania, ma che è interpretata in modo meno rigido dalla Svezia e dalla Francia.
Il commissario europeo per gli Affari interni e la Giustizia, Antonio Vitorino, ha ipotizzato una soluzione di compromesso. Ha riconosciuto che "senza un partenariato positivo con i Paesi di origine e di transito dei clandestini non si riuscirà mai a risolvere il problema" e ha proposto che negli accordi di associazione tra la Ue e i Paesi terzi siano inserite clausole specifiche sulla lotta all'immigrazione illegale. Accordi di associazione esistono con tutti i Paesi del Mediterraneo che sono i principali serbatoi del flusso dei clandestini.
In questi accordi - che prevedono regimi doganali favorevoli e programmi di aiuti diretti - esistono già molte clausole. Come il rispetto dei diritti umani, per esempio. La mancata osservanza di una clausola può mettere in discussione l'accordo, ma non è una "sanzione". Il documento approvato ieri fissa già un principio chiaro: "I Paesi di imbarco o di transito dei clandestini dovranno adottare i provvedimenti necessari per fermare i flussi e la Ue potrà intraprendere una reazione politica immediata nei casi particolarmente gravi e ingiustificati di non adozione di queste misure".
(14 giugno 2002)
s.c.
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