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MODENA - Un milione al mese alle famiglie che assumono in regola persone che si occupano dell'assistenza di anziani con problemi di autosufficienza. Succede a Modena, dove già 49 nuclei familiari hanno ricevuto il via libera dal Comune per usufruire dell'assegno di assistenza domiciliare: circa 517 Euro in media al mese.

L'iniziativa, la prima del genere in Italia, riguarda soprattutto colf e badanti immigrati, che rappresentano la quasi totalità dei lavoratori impiegati nell'assistenza domiciliarie e sono proprio i destinatari della mini sanatoria approvata di recente dal Governo.

Il bando del Comune, dell'Azienda Usl e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena mette infatti a disposizione tre miliardi di lire in tre anni per regolamentare il mercato privato delle prestazioni assistenziali aiutando le famiglie nei compiti di cura, facilitando l'incontro tra domanda e offerta e facendo emergere il lavoro nero.

"Questo progetto - spiega l'assessore comunale ai Servizi sociali Alberto Caldana - si fonda su un patto locale che coinvolge i sindacati e alcune organizzazioni imprenditoriali e, come dimostra la cronaca di questi giorni, ha saputo interpretare i bisogni di tante famiglie".

I contributi possono essere erogati per un periodo minimo di un mese fino a un massimo di 12 mesi e possono essere rinnovati dopo una verifica delle condizioni di bisogno.

Sono state finora oltre 400 le famiglie che si sono rivolte allo Sportello Informanziani del Comune di Modena (numero verde 800 567772), che ha raccolto negli mesi anche 40 richieste di accreditamento da parte di lavoratori singoli e due da parte di imprese.

Ma chi potrà ricevere i contributi? L'assegno è riservato agli anziani con problemi di autosufficienza e residenti nel Comune di Modena che utilizzano per almeno 30 giorni consecutivi servizi o prestazioni assistenziali. La valutazione dipende dalla situazione economica equivalente (Isee) della famiglia nella quale l'anziano vive e le caratteristiche del bisogno assistenziale. Invece il contributo è proporzionato alle spese sostenute, fino a una copertura massima del 55%.

Alcuni esempi: un nucleo di due persone, con abitazione in proprietà e redditi Irpef di circa 23 milioni, che spende ogni mese per l'assistenza domiciliare un milione e mezzo, può ricevere un contributo di 675 mila lire (il 45%). Un anziano che vive solo e paga l'affitto, assistito da un operatore accreditato, assunto dal figlio non convivente con una spesa mensile di 1 milione 250 mila lire, può ricevere un contributo di 437 mila 500 lire al mese (erogato in questo caso al figlio), pari al 35% del costo.

Come fare per accedere al contributo? La documentazione necessaria può essere ritirata allo Sportello o scaricata da Internet all'indirizzo www.comune.modena.it/serdom, cliccando sul pulsante "Documenti" e selezionando la voce "Contributi ex Fondazione". In entrambi i casi il cittadino deve fissare un appuntamento per la consegna della domanda.

Una commissione valuta le richieste e predispone un elenco nominativo. Spetta poi al Servizio assistenza anziani del Comune procedere ad una visita domiciliare per verificare l'effettiva condizione di bisogno della famiglia.

(30 gennaio 2002)

Giovanni Senatore