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Settimana del Marocco in Italia: il via a Siracusa dal 27 ottobre   Invia questo articolo

SIRACUSA - Sarà la città di Siracusa ad ospitare "La Settimana del Marocco in Italia", in programma dal 27 Ottobre al 3 novembre 2002. L'evento "multidimensionale e multiculturale" è il frutto della collaborazione tra il governo marocchino e il governo Italiano. "Il Marocco - afferma una nota dei rappresentanti del paese nordafricano - è stato scelto per le sue relazioni amichevoli con l'Italia e per la sua posizione geografica, che ne fanno un crocevia strategico per l'Europa".

L'iniziativa si inserisce infatti in una logica di rafforzamento delle relazioni mediterranee bilaterali tra il Marocco e l'Italia, "non dimenticando che in Italia vive una grossa comunità marocchina".

Il consolidamento della cooperazione tra i due paesi è considerato "un elemento catalizzante per il dialogo euromediterraneo". "E' nostro impegno - prosegue la nota - stabilire con l'Italia un legame più che diretto nelle strategie del partenariato industriale nei settori dell'ambiente, del turismo, dell'artigianato, dell'agricoltura, dell'economia e socio-culturale".

L'Italia, sulla base del progetto presentato dall'Unione dei Popoli, ha deciso di mettere a disposizione del partner marocchino tutta la logistica necessaria alla buona riuscita della Settimana del Marocco in Italia.

"L'anno in corso - affermano i responsabili marocchini - segna una tappa fondamentale nel rafforzamento della cooperazione, in tutti i settori (macro-economici e socio-culturali) tra l'Italia e il Marocco, soprattutto per quanto riguarda il programma di sostegno allo sviluppo del settore privato: il governo italiano ha concesso al governo di Rabat un credito di 150 MDH, destinato alle Pme/Pmi marocchine e alle imprese miste marocco-italiane con sede in Marocco".

"Questo sostegno - precisa la nota - è riservato alle imprese private senza partecipazione dello Stato. Il credito è aperto anche ai Centri di ricerca e alle università per la creazione di progetti pilota, a società attive nel campo dell'innovazione tecnologica, nella salvaguardia ambientale, senza dimenticare il settore del trasferimento di tecnologie, con relativa assistenza e formazione per licenze e brevetti industriali o marchi di fabbrica depositati, a titolo di sfruttamento, attraverso i paesi mediterranei, sia nell'Africa del nord che e del sud".

Sviluppo e promozione dei prodotti nazionali, quindi, non soltanto per l'esportazione, "rappresentano - conclude la nota - un indicatore di prova nelle relazioni economiche con l'Italia".

(20 settembre 2002)

Giovanni Senatore