Roma
Un albo per i mediatori culturali
Iscrizioni da gennaio 2007, ecco i requisiti per accedervi. L' iniziativa promossa dal consigliere Rusu
ROMA - Nella Capitale nasce un albo dei mediatori, figure ormai indispensabili nelle scuole, negli ospedali, nelle Questure e in tutti gli altri luoghi in cui si incontrano, e a volte fanno fatica a capirsi, vecchi e nuovi cittadini.
Dal 2 gennaio prossimo, si apriranno le iscrizioni al "Registro pubblico dei mediatori interculturali" del Comune di Roma, che diventerà una vetrina per questi professioni del dialogo e soprattutto una garanzia per chi ha bisogno della loro preziosa opera. Un'iniziativa promossa dal consigliere aggiunto Ionut Gabriel Rusu, impegnato da tempo perchè venga riconosciuto il ruolo dei mediatori culturali nella pubblica amministrazione.
Potrà accedere al Registro chi ha in tasca una qualifica riconosciuta di mediatore o (solo per il 2007) anche chi ha frequentato corsi di formazione o ha lavorato per almeno due anni nel settore. Tra gli altri requisiti, ci sono la residenza o il domicilio nel Lazio, la padronanza "per esperienza diretta" di una lingua o di una cultura diverse da quella italiana e una conoscenza certificata della lingua italiana. Con una scelta che farà discutere, il Comune ha riservato l'accesso all'albo ai cittadini stranieri o agli immigrati che hanno ottenuto al cittadinanza italiana, escludendo quindi gli italiani di nascita che pure non mancano tra gli iscritti ai tanti corsi di mediazione culturale che stanno fiorendo in tutta Italia.
Il Campidoglio già si avvale di 200 mediatori culturali e a partire dal prossimo anno li sceglierà tra quelli iscritti al registro, che sarà però aperto anche ad altri enti, aziende e istituzioni in cerca di professionisti qualificati. "Ancora oggi molti pensano che i mediatori culturali siano semplicemente interpreti", sottolinea l'assessore alle Politiche Sociali Raffaela Milano. "Sono invece figure chiave nei percorsi di integrazione della popolazione immigrata, favorendo il reciproco ascolto e rispetto".
"I mediatori culturali - dice il Consigliere aggiunto Ionut Gabriel Rusu - vogliono rafforzare il canale di comunicazione con la società che li accoglie. Per costruire una coabitazione pacifica è infatti indispensabile favorire l'integrazione degli immigranti attraverso una valorizzazione della loro diversità; è in quest'ottica che la mediazione culturale rappresenta uno strumento fondamentale per l'integrazione sociale e l'arricchimento reciproco, creando nuovi percorsi di cittadinanza".
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Registro mediatori interculturali: requisiti per l' iscrizione
(28 novembre 2006)
Elvio Pasca