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MODENA - Immigrati, in primo luogo. Ma anche disabili, malati di Aids e tutti coloro che sono esposti a discriminazioni e a forme di esclusione dalla società. Sono questi i destinatari dei progetti di informazione e integrazione della prima "rete" italiana contro la discriminazione, costituita nei giorni scorsi a Modena.

Per la prima volta nel nostro Paese, infatti, 25 enti e associazioni si sono coordinate per affrontare il problema, nell'ambito del Progetto europeo "Antenne" (Antidiscrimination European Networks) al quale partecipano anche Svezia, Irlanda, Spagna e Regno Unito.

Il progetto "Antenne" vede come partner del Comune di Modena, il Distretto di Rosengard, quartiere della città svedese di Malmo, il Centro de Investigaciòn para el Desarrollo, attivo a Cartagena, nel sud della Spagna, il Multi Cultural Resources Centre di Belfast, in Irlanda del Nord, e Novas-Ouvertures di Cork, in Gran Bretagna.

Trattati in modo diverso, penalizzati, esclusi da una opportunità o da un servizio a causa della nazionalità, del genere, della religione, dell'aspetto, delle caratteristiche fisiche, dell'età, dell'orientamento sessuale: ecco le potenziali "vittime" della discriminazione che la "rete" di Modena intende sostenere mediante programmi di aiuto, informazione e integrazione.

Oltre al Comune e alla Provincia di Modena, ne fanno parte la Cgil e la Caritas diocesana, la Comunità ebraica e il Centro islamico, le associazioni che si occupano di malati di Aids, quelle dei disabili e degli stranieri.

Molte di queste si sono organizzate per dare aiuto alle persone che ritengono di essere state discriminate, per valutare i singoli episodi e individuare una soluzione facilitando l'accesso ai servizi e alle opportunità. Numeri e indirizzi sono allegati ad una piccola guida dal titolo "Nodiscrimination", che offre le indicazioni fondamentali sul tema.

I partner dell'iniziativa, presentata il 9 marzo scorso presso la Camera di Commercio di Modena, lavorano in modo coordinato e dal febbraio del 2001 si sono già incontrati quattro volte: due a Modena, una a Cartagena e una a Belfast.

Il progetto (www.comune.modena.it/antenne), è stato approvato e finanziato dalla Commissione europea e si propone di combattere la discriminazione con una particolare attenzione alle situazioni in cui si sommano due o più fattori di esclusione.

Se Belfast si è concentrata sulle minoranze etniche e la diversità sessuale, Cartagena sui giovani, Cork culle minoranze etniche e homeless e Malmo sulle donne immigrate, Modena ha studiato, con la supervisione del sociologo Claudio Baraldi, stranieri e malati discriminati attraverso una cinquantina di interviste, 3 focus group e oltre 80 questionari.

"Ciò che emerge - spiega l'assessore alle Politiche Sociali Alberto Caldana - è che sono soprattutto gli stranieri a sentirsi discriminati, in particolare nel contesto del lavoro, ma il fenomeno coinvolge anche disabili, malati di Aids, omosessuali e tossicodipendenti. In altri termini, coloro per i quali la diversità è più visibile. Costruendo una rete locale che intreccia enti, associazioni e istituzioni ci proponiamo di intervenire sul fenomeno e di dare concretezza a un principio dell'Unione europea, che vieta qualunque tipo di trattamento discriminatorio, come affermano la Carta dei diritti, firmata a Nizza nel 2000, e il Trattato di Amsterdam".

(26 marzo 2002)

Giovanni Senatore