"Roma vuole scoprire la ricchezza del dialogo tra le religioni e tra le culture". Parla l'assessore alle politiche sociali Raffella Milano
ROMA - "Sfogliare questa guida è un modo per riscoprire la curiosità, la bellezza di conoscersi".
Così ieri l'assessore ai servizi sociali del Comune di Roma, Raffaella Milano, durante la presentazione del dossier "Immigrati a Roma. Luoghi di incontro e di preghiera".
Purtroppo in questi giorni sembra che le religioni, anziché unire, dividano. Che significato assume questa pubblicazione?
È un segno di speranza , positivo, in una comunità cittadina come quella di Roma che non si rassegna a considerare le diversità di fede come un problema, come una paura. Roma vuole scoprire la ricchezza di questo dialogo tra le religioni e tra le culture.
Oltre che agli immigrati e agli addetti ai lavori la guida è quindi rivolta a tutti i cittadini di Roma?
Penso di si. Perché ci aiuta rileggere la nostra città, a capire tante cose, tanti fenomeni di cambiamento e anche a scoprire dei luoghi della città che distrattamente abbiamo visto, dove magari passiamo il sabato, la domenica, il venerdì senza renderci conto di cosa vi succede.
I cittadini romani "oriundi" potranno leggere meglio se davanti ad una determinata chiesa la domenica vedono la presenza di tante persone di una comunità, oppure vedono persone sul luogo di lavoro, o nella scuole, o anche la propria assistente familiare che pratica un altro culto.
La regolarizzazione ha regalato alla capitale 100mila immigrati regolari in più…
Secondo noi è un fatto senz'altro positivo e saremmo lieti se altre persone avessero la possibilità di uscire dal sommerso. Senz'altro al regolarizzazione ha fatto emergere anche un patrimonio di risorse professionali, di persone che sono nelle case di tanti di noi, per esempio per l'assistenza agli anziani. È una realtà che non meritava di rimanere sommersa. Far emergere le persone da condizioni di illegalità le aiuta anche a un inserimento sociale migliore e più sereno, per tutti.
.. ma quanto ha pesato sul fronte dei servizi sociali?
Come Comune di Roma offriamo servizi di prima necessità a tutti i cittadini, indipendentemente dal possesso o meno del permesso di soggiorno perché ci sono alcuni diritti umani fondamentali che non possono essere legati alla presenza di un permesso di soggiorno, che riguardano la cura della persona, il sostegno, l'accoglienza, la scolarizzazione e quant'altro.
Inoltre, grazie a un accordo con la Questura, garantiamo continuità di alcuni servizi anche durante il rinnovo del permesso di soggiorno. Purtroppo i tempi lunghi mettono in serie difficoltà persone perfettamente inserite nella vita della città…
Il fatto che tante comunità si riuniscano nei luoghi di culto può essere dettato, oltre che dalla religiosità, dalla mancanza di altri luoghi di aggregazione?
Certamente ce n'è un gran bisogno. È chiaro che quello che puntiamo a fare nella città è ampliare gli spazi di comunità che riguardano sia i cittadini stranieri che i cittadini italiani. La città ha bisogno in ogni caso di spazi di incontro, perché creano legame sociale e ponti tra culture e provenienze diverse. Con il nuovo piano regolatore lavoriamo anche a questo: valorizzare le centralità della città per evitare di avere quartieri dormitorio dove non c'è una vita sociale attiva.
(14 maggio 2004)
Elvio Pasca