Milano
Indovina chi viene a pranzo?
Famiglie immigrate ospiteranno italiani per il pranzo di capodanno. Un' occasione di confronto promossa dall' "Ossevatorio di Milano"
MILANO - Dialogare con gli italiani? Il segreto è prenderli per la gola. Forse la pensano così le famiglie straniere che a Milano, per il pranzo di capodanno, apriranno le loro case a concittadini italiani curiosi di conoscerli.
"Aggiungi un posto a tavola" è un'iniziativa nata dieci anni fa da un'idea di Massimo Todisco, direttore dell'Osservatorio di Milano. "Vedevamo tante persone, italiane e straniere, dormire alla stazione. Abbiamo proposto alle famiglie milanesi di ospitarle a pranzo il giorno di Natale". Così dal 25 dicembre 1996 centinaia di case milanesi si aprono ai clochard e ad altre persone in difficoltà.
Quest'anno l'iniziativa si sdoppia, diventando anche un'occasione di dialogo interculturale.
"Molte famiglie straniere - racconta il direttore dell'Osservatorio di Milano - ci hanno contattato per ospitare a capodanno degli italiani. Vogliono farsi conoscere, dialogare e far cadere pregiudizi ancora duri a morire, anche tra persone che magari mandano i figli alla stessa scuola"
E così per il pranzo di capodanno saranno le famiglie straniere ad aggiungere un posto a tavola. Non più un gesto caritatevole verso chi è meno fortunato, ma un cordiale invito per creare un rapporto umano, un confronto tra concittadini di culture diverse.
Le adesioni sono già tantissime. "Dalle comunità musulmane di viale Jenner e Segrate - dice ancora Todisco - alle famiglie egiziane di via Quaranta, dai latinoamericani ai cinesi. La voglia di farsi conoscere è molto alta". Sono invece ancora poche, forse a causa della scarsa pubblicità data all'iniziativa, le iscrizioni di italiani pronti a farsi ospitare.
"È un'occasione importante, - dice Todisco - perché lasciarsela sfuggire?" Per aderire si può contattare l'Osservatorio di Milano: 02.5396230
(20 dicembre 2005)
Elvio Pasca