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Milano
Il Comune apre uno sportello e un "albo delle badanti"
Le aspiranti assistenti familiari dovranno seguire un corso
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(Foto © AP/LAPRESSE)
MILANO - Uno sportello e un "albo delle badanti" per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro per i servizi alla persona sono stati aperti nel capoluogo lombardo.

L'iniziativa è frutto di un accordo con Italia Lavoro, società del Ministero dell'Economia che opera come agenzia di promozione e gestione di politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale.

Oltre alla funzione di ufficio di collocamento, la struttura offrirà corsi di formazione per aspiranti assistenti familiari, l'80% dei quali, secondo la Caritas Ambrosiana, è composto da stranieri. I richiedenti potranno essere inseriti nell'elenco degli "Assistenti familiari" solo dopo aver ricevuto un'opportuna formazione.

Lo sportello e l'albo, aperti anche a colf e baby sitter, hanno lo scopo di aiutare le famiglie a trovare personale selezionato e qualificato, offrire un aiuto per le pratiche burocratiche e contrastare così la clandestinità che in questo settore raggiunge tassi del 75%.

Secondi i dati forniti dall'assessorato per le Politiche Sociali del Comune di Milano, nel periodo sperimentale che ha preceduto l'apertura dello sportello, tra il 2005 e il 2006 a Milano sono state presentate 1585 domande da parte di altrettante aspiranti badanti o colf. Di queste 683 sono state ritenute idonee ed iscritte nell'elenco. In questo caso la nazione di provenienza più rappresentata è il Perù, seguita dall'Ecuador.

Positiva la reazione all'apertura dello sportello della Caritas Ambrosiana, che ha in corso una sperimentazione anche a Brescia e Sesto San Giovanni. "Da tempo - osserva Franca Carminati della segretaria anziani - c'è una sensibilità maggiore da parte delle famiglie alla regolarizzazione dei contratti. L'inizitiva del Comune va in questa direzione".

(24 gennaio 2007)