Milano
Sportello Unico a rischio paralisi
La penuria di uomini e mezzi rallenta l'iter di ricongiungimenti e flussi d'ingresso. La denuncia della Cgil
MILANO - Tra mancanza di personale e computer dell'anteguerra lo Sportello unico per l'immigrazione di Milano lavora a rilento, con buona pace di migliaia di cittadini stranieri in attesa del ricongiungimento familiare o del nulla osta per venire a lavorare in Italia.
"Ormai per i ricongiungimenti si viaggia con due mesi di ritardo. Chi presenta oggi una domanda per far venire moglie e figli otterrà una risposta solo alla fine di settembre e naturalmente poi dovrà aspettare ancora prima che i suoi familiari, ottenuto il visto, entrino effettivamente in Italia" denuncia Maurizio Crippa, del Centro Immigrati della Cgil di Milano. "È vero che sono state eliminate le file, ma a cosa è servito se i tempi d'attesa sono questi?"
Da maggio scorso chi vuole chiedere il ricongiungimento a Milano deve inviare una raccomandata allo Sportello Unico, che fissa un appuntamento per la consegna di tutti gli altri documenti. Con l'attivazione della nuova procedura le richieste sono aumentate vertiginosamente: 2000 tra maggio e giugno, di questo passo saranno 12mila in un anno, il doppio, rispetto a quelle presentate l'anno scorso. A una simile impennata della domanda, la Prefettura non ha riposto potenziando il personale dello Sportello unico. "Ci lavorano in nove - dice ancora Crippa - la maggior parte dei quali sono interinali a tempo determinato. Con questi numeri come si fa garantire un servizio efficiente?".
Mancano gli uomini, ma anche i mezzi. Secondo la Cgil i computer su cui lavorano gli operatori dello Sportello Unico risalgono alla legge Martelli e il tentativo di mantenere contatti telematici con i consolati è naufragato in un nulla di fatto. Oggi la trasmissione dei dati è affidata ancora a dei gloriosi ma obsoleti telefax.
In questo panorama, non c'è da stupirsi se a Milano e provincia anche le procedure per i flussi d'ingresso vanno a passo di lumaca. "Poste Italiane ha inviato le graduatorie in ritardo, gli uffici hanno dovuto lavorare sul cartaceo e abbiamo già riscontrato parecchi errori" spiegano al Centro Immigrati. "Per ora sono stati rilasciati i nulla osta per gli stagionali, che tra l'altro in provincia di Milano di solito hanno poche quote, mentre le pratiche per i non stagionali che hanno concluso l'iter si contano sulla punta delle dita".
Si attende dal Viminale un segnale, almeno un impegno a risolvere questa situazione: Milano, che con la provincia conta 280mila cittadini stranieri regolarmente residenti, non può rischiare la paralisi. Intanto, anche la Cgil chiede di affrettare il passaggio di competenze ai Comuni: "Se penso che in queste condizioni - conclude Maurizio Crippa - si dovranno gestire anche i 350 mila ingressi previsti dal nuovo decreto flussi, mi viene la pelle d'oca".
(2 agosto 2006)
Elvio Pasca