Fondazione Agnelli -Ismu
412mila minori stranieri in Italia
Dal 2001 ad oggi sono cresciuti del 45%. La metà di loro è nata nel nostro Paese
MILANO - I minori stranieri regolarmente presenti in Italia lo scorso anno erano 412mila, il 45% in più rispetto al 2001, quando se ne contavano 128mila. Quasi la metà (il 48%) di loro era nata in Italia.
Sono i dati di un convegno organizzato alla fine della scorsa settimana a Milano dalla Fondazione Giovanni Agnelli e dalla Fondazione Iniziative e studi sulla multietnicità (Ismu).
"I minori immigrati sono la 'generazione del sacrificio' - afferma Vincenzo Cesareo, segretario generale della Fondazione Ismu - in quanto generazione destinata a pagare gli alti costi del percorso migratorio familiare: essi sono migranti senza averlo voluto o deciso e devono adattarsi a una situazione in cui spesso i genitori sono logorati dal lavoro e dalla lontananza dal paese d'origine".
Secondo l'Ismu l'incidenza dei minori stranieri sul totale degli immigrati nel 2004 era del 20,7%, una quota che però subisce notevoli variazioni se ci si sposta da una regione all'altra.
La percentuale più elevata si registra in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, dove si supera il tasso del 22% rispetto a tutti gli immigrati, mentre la più bassa si registra in Campania (13,5%), Calabria (15,2%) e Sardegna (16,2%).
"La quota di minori negli ultimi anni si è continuamente accresciuta - aggiunge l'Ismu - salendo di 6 punti percentuali tra il gennaio 1997 e il gennaio 2004". Le punte di aumento più alte si registrano in Val d'Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige, Umbria, Abruzzo e Puglia. Le più basse, invece, in quelle regioni, come l'Emilia Romagna, che già a metà degli anni Novanta avevano raggiunto valori abbastanza elevati.
"L'impressione di fondo - commenta la Fondazione, che lavora in stretto contatto con l'Osservatorio regionale per l'integrazione e la multietnicità della Lombardia - è che, se si escludono alcune regioni tuttora in ritardo nel processo di conversione familiare dell'immigrazione straniera (come la Campania o la Calabria), si stia andando sempre più verso un generale consolidamento della presenza di figli nelle famiglie immigrate".
(24 maggio 2005)
EP