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Le
frasi ed i vocaboli utili e di uso comune tradotte in sei lingue. E in più c'è il dialetto
modenese.
MODENA - Come si traduce in turco o in arabo la frase "Dove si fa l'iscrizione
ai nidi comunali?" E come si dice in inglese o in albanese "Dove si fa
la denuncia dei rifiuti solidi urbani?" Viceversa, come fa una persona
che parla arabo o turco a sapere come si formulano in italiano le frasi
sopra citate?
Anziché costringere i cittadini ad ingegnarsi con i
tradizionali dizionari e costruire faticosamente la frase un termine alla
volta, il Comune di Modena ha predisposto un nuovo ed agile dizionario
multietnico che, rinunciando alla pretesa di risultare esaustivo da un
punto di vista linguistico, può sicuramente può risultare di grande
utilità nella vita di tutti i giorni. Una vita che sempre più spesso vede
persone provenienti da paesi diversi e che parlano lingue diverse, alle
prese con tanti piccoli grandi problemi di comunicazione applicata agli
aspetti della quotidianità.
Proprio da qui è nata l'idea del giornalista modenese Sandro Bellei
che, con la collaborazione di Ermanno Rovatti, il contributo del Comune e
della Consulta dei cittadini stranieri residenti a Modena, ha portato
alla realizzazione di un agile volumetto di 32 pagine che ora sarà
distribuito in 10 mila copie tra gli stranieri che arrivano o già abitano a
Modena, presso enti, sindacati e associazioni così come nei punti di
aggregazione e incontro. Ma è evidente che il piccolo dizionario
multietnico, sarà utile anche a tanti operatori dei servizi pubblici che
spesso devono capire quale sia l'esigenza della persona che hanno di fronte.
Non a caso il dizionario è articolato per capitoli tematici: salute,
trasporti, acquisti e uffici pubblici. Per ogni capitolo sono proposte
semplici parole (ad esempio nella salute ci sono dente, cerotto, ferita,
infermiere, nei trasporti ci sono carriola, pensilina, filobus) e frasi
di uso comune (sempre nel capitolo salute: "Devo fare le analisi del
sangue", oppure "Mi fa male un piede", nel capitolo servizi pubblici si
trova: "Mi occorre il codice fiscale", "Mi occorre il libretto di
lavoro"). Ci sono anche modi di dire che qualche modenese può usare inducendo
uno straniero all'errore (tipo "Avere il dente avvelenato", "Essere su
un binario morto").
Insomma, il Dizionario multietnico mira soprattutto ad essere un
biglietto di benvenuto da parte di una città che fa dello spirito di
accoglienza una sua caratteristica forte. E accoglienza significa anche dare
uno strumento utile a favorire la comprensione e l'utilizzo dei servizi
da parte di tutti i cittadini.
Ultima nota: oltre alle traduzioni delle frasi in italiano, inglese,
francese, arabo, turco e albanese, c'è una sesta colonna dove stanno le
traduzioni in dialetto modenese. Una scelta utile, nel senso che anche
il dialetto può essere utilizzato nelle conversazioni quotidiane, specie
sui luoghi di lavoro, ed aver quindi bisogno di traduzione. Ma aver
inserito il dialetto è anche un modo per riaffermare l'idea di una città
che proprio nel momento in cui definisce uno strumento di apertura e di
dialogo con altre lingue e culture (come con questo dizionario), non si
scorda certo delle proprie radici.
Il Piccolo dizionario multietnico sarà distribuito con allegata una
mappa della città, con le indicazioni sull'ubicazione dei principali
servizi. (25 luglio 2002)
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