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Napoli: l'integrazione si insegna sui bus. Mediatori culturali in azione
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NAPOLI - Parlare a voce troppo alta in luoghi pubblici come ad esempio su un bus, in Italia, oltre che fastidioso è sintomo di maleducazione e mancanza di rispetto.
In Africa invece è significa buona salute e quindi diventa una pratica importante e un momento di condivisione.

Ora gli utenti abituali della linea CTP M1, che copre la tratta tra il litorale domizio e Napoli, lo sanno, grazie al progetto Contact, avviato da Ctp e Caritas diocesana che prevede la presenza di mediatori culturali sugli autobus M1 dove il 70% dei trasportati è rappresentato da extracomunitari, soprattutto da cittadini africani.

Il ricorso a questo progetto, realizzato in collaborazione con la Provincia di Napoli, si è reso necessario per cercare di migliorare la convivenza, spesso conflittuale e precaria tra utenti stranieri, autoctoni ed operatori del Ctp, determinato spesso dal bagaglio ingombrante degli immigrati, il senso di insicurezza nella convivenza con loro, la diffusione dell'idea che gli immigrati non rispettino alcune regole di trasporto.

"La lingua non è solo strumento tecnico - ha detto Marcello Turrini, direttore generale della Ctp, presentando l'iniziativa nella sala giunta della Provincia di Napoli - ma valore di espressione delle culture, dei sentimenti e della visione del mondo. In tale ottica il dialogo interculturale consiste nella volontà di ascoltare ciascuno nella sua voce più profonda, per questo abbiamo pensato alla figura del mediatore culturale in modo da avere un approccio alla loro cultura e ad una migliore comprensione del loro modo di pensare".

"Abbiamo osservato - ha spiegato monsignor Vincenzo Mango, direttore della Caritas diocesana - che alla base di molti conflitti c'é una differenza di codici di valore ed elementi culturali importanti per queste persone". "Mettersi in discussione, recuperare capacità critica e confrontarsi con le diversità è fondamentale" ha detto il Presidente della Provincia di Napoli Amato Lamberti.

Così, dal 28 gennaio scorso, 5 squadre formate da un dipendente ctp e da due operatori culturali della Caritas hanno lavorato dalle 6.00 alle 9.00 lungo la tratta Napoli-Mondragone Baia Domizia. La prima settimana ha riguardato essenzialmente un'azione di informazione dei clienti, ad esempio sulla necessità di lasciare quanto più possibile il corridoio centrale dell'autobus e la visuale dell'autista. Molti hanno appreso della possibilità di poter usufruire di abbonamenti e sconti.

(13 febbraio 2004)

s.c.