Europa      

Schengen: ingresso dei Paesi Nordici

28 Dicembre 2000 Italia

23 Dicembre 2000Europa

COPENAGHEN, 21 MAR - Niente più frontiere interne tra i paesi nordici e il resto d'Europa, e confini esterni più sicuri: da domenica prossima gli accordi di Schengen diventano finalmente operativi anche per Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda.

Non sarà più necessario, quindi, esibire il passaporto per andare da Roma a Helsinki, Stoccolma, Copenaghen, ma neanche per Reykjavik e Oslo. Islanda e Norvegia, infatti, non fanno parte dell' Unione europea, ma hanno fatto ingresso nell'area Schengen, dal momento che in tutta l'area nordica sono operanti già da tempo accordi di libera circolazione.

Proprio l'esistenza di questi accordi ha ritardato l'ingresso della stessa Danimarca - rimasta fuori del primo gruppo di Schengen a causa del confine aperto con la vicina Svezia, entrata nell'Ue solo successivamente.

Anche se un inconveniente ci sarà: fino a sabato, all' interno dell' area nordica si circola senza passaporto, ma da domenica bisognerà avere sempre con sé un documento con l'indicazione della nazionalità, dal momento che gli accordi di Shengen prevedono la possibilità di controlli "casuali" d'identità .

Perplessità sull'introduzione del Sis (Schengen Information System), l'archivio comune nel quale sono inseriti i nomi di tutti gli "indesiderabili", giungono dalla Svezia in nome di una tradizione garantista. I dubbi riguardano la riservatezza dei dati custoditi nel sistema, e i criteri con cui l'archivio verrà alimentato. I militanti per i diritti umani temono soprattutto che la "fortezza Europa" chiusa e protetta entro i confini di Shengen, diventerà sempre più irraggiungibile per profughi e perseguitati in cerca di un rifugio.

Per assicurare l'efficacia dei controlli alle frontiere esterne, la Svezia ha aumentato di 400 unita' le forze in campo, che contano ora 1200 uomini in 77 'stazioni' di confine. La Finlandia ha spiegato 2000 uomini lungo i suoi 1.364 Km di confine con la Russia, e la Norvegia, che ha dovuto armonizzare con il resto dell'Ue le proprie politiche di asilo e le procedure per la concessione dei visti, e' impegnata soprattutto a pattugliare i 3000 Km di coste, tormentate da innumerevoli fiordi.

In Danimarca le difficoltà emerse nella fase iniziale, quando gli ispettori di Schengen avevano giudicato insoddisfacente il livello dei controlli sull'immigrazione da paesi terzi, sono state superate.


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