Questura di Venezia
Una nursery nell'Ufficio Immigrazione
Ci giocheranno i figli dei cittadini stranieri impegnati con le pratiche di soggiorno. Uno spazio per le mamme che devono allattare
VENEZIA - L'attesa all'Ufficio Immigrazione? Per i più piccoli, può diventare anche un gioco.
La Questura di Venezia ha inaugurato oggi una nursery per i figli dei cittadini stranieri impegnati con le pratiche di soggiorno. "Ogni giorno entrano nel nostro ufficio una decina di bambini che accompagnano i loro genitori" dice il dirigente dell'Ufficio immigrazione Luciano Meneghetti "Anziché lasciarli annoiare per ore nella nostra sala d'aspetto, abbiamo deciso di creare uno spazio in cui si potessero divertirsi".
Un'area dell'ufficio immigrazione è sta quindi attrezzata con tutto quanto può allettare un piccolo ospite: giocattoli, radio, televisione e un videoregistratore con una buona scorta di cassette di cartoni animati. Il tutto tra mura coloratissime, addobbate con i faccioni rassicuranti dei personaggi della Disney.
È stato allestito anche uno spazio per le donne che devono allattare o cambiare i loro bambini, costrette fino ad oggi ad appartarsi in bagno o in qualche altra stanzetta dell'Ufficio stranieri. "Abbiamo un fasciatoio, delle creme e tutti gli altri prodotti che potrebbero essere utili alle mamme" sottolinea Meneghetti.
Alla realizzazione della nursery hanno collaborato con entusiasmo istituzioni pubbliche e private.
Il Comune di Venezia ha contribuito ai lavori, dal reparto Pediatria dell'Ospedale di Mestre è arrivata una consulenza medico-scientifica, Confartigianato ha pagato i mobili, la catena Toys ha fornito i giocattoli, gli Scout hanno realizzato le decorazioni. A "sorvegliare" i bambini non saranno (per fortuna) uomini in divisa, ma le volontarie del Lions Club femminile di Venezia.
Anche questa bella iniziativa ha però delle controindicazioni. Qualcuno, dopo aver già perso ore per il rinnovo del permesso di soggiorno, dovrà faticare anche per staccare suo figlio dai cartoni animati. E dopo inizieranno i capricci: "Papà, quando torniamo in Questura?"
(20 luglio 2005)
Elvio Pasca