Europa
L'Oim: è in aumento il fenomeno della tratta dei clandestini
In Italia i migliori dispositivi di aiuto alle vittime
GINEVRA - Il fenomeno della tratta di esseri umani ha assunto proporzioni allarmanti nell'Europa del sud-est secondo un rapporto-denuncia diffuso dall'Oim.
Le vittime - precisa l'Oim - sono oggetto di questa tratta a fini "di sfruttamento sessuale, di lavoro forzato, di adozione o di delinquenza". In un voluminoso rapporto di 548 pagine - che si basa su l'analisi di 6255 casi di vittime identificate tra il gennaio 2000 e il dicembre 2004 - l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) afferma che il fenomeno si sta diversificando e si sta ampliando.
"Queste 6000 vittime censite non sono che la punta di un iceberg. Noi stimiamo in circa 200 mila il numero delle vittime della tratta in Europa", ha denunciato l'autore del rapporto Richard Danziger, un numero "destinato a crescere".
Il rapporto, finanziato principalmente dalla Direzione allo sviluppo e alla cooperazione (Ddc), sottolinea che la tratta interessa un numero crescente di uomini. "In Albania, il 70 % delle vittime destinate dai trafficanti al lavoro forzato, alla mendicità e alla delinquenza sono di sesso maschile". L'Albania, la Romania, la Moldavia, la Bulgaria e il Kossovo sono i principali paesi d'origine delle vittime della tratta nella regione e raggruppano l'89 % delle vittime soccorse lo scorso anno.
Ma le persone provenienti dalla Croazia, dalla Bosnia, dalla Macedonia e dalla Serbia sono in aumento. L'Ucraina è il principale paese d'origine delle vittime della tratta, ma molti provengono anche da altre zone del mondo come la Cina, l'Iraq e la Georgia, la Mongolia, il Libano l'Armenia e Uzbekistan.
Sempre più spesso le vittime attraversano le frontiere nei punti di controllo ufficiali e con documenti validi. La ricerca di un lavoro all'estero è la ragione preponderante che li spinge all'emigrazione. Se l'aiuto alle vittime e la loro protezione sono migliorati, la volontà politica per fronteggiare il problema manca ancora in ceri paesi, afferma Danziger.
Il rapporto avverte che l'espulsione delle vittime della tratta verso i paesi d'origine non fa che rialimentare le riserve della tratta stessa a più grande scala. Esistono poi delle gravi lacune sul piano dell'identificazione dei minori e la fornitura di un aiuto specialistico a queste vittime. Per il rappresentante dell'Oim, l'Italia, l'Olanda e il Belgio hanno in Europa i migliori dispositivi per la protezione delle vittime della tratta. "Bisogna dare alle vittime una possibilità di sfuggire dalle maglie di questo traffico criminale". A questo riguardo "resta molto da fare", conclude il capo della divisione anti tratta dell'Oim.
(17 settembre 2005)