Nuove normative
Olanda: per gli immigrati un test di lingua al telefono
L'esito dell'esame affidato ad un computer. Chi non lo "passa" resta fuori. Tante le polemiche
BRUXELLES - Sei extracomunitario e vuoi vivere in Olanda? L'unico modo è quello di superare un severo test di lingua olandese... al telefono.
Il Parlamento dell'Aja ha dato via libera alla normativa per la quale gli extracomunitari che vogliono trasferirsi nei Paesi Bassi devono prima 'passare' un esame di lingua al telefono - di una durata di 20 minuti - gestito da un computer, che pone le domande e registra le risposte. Il sistema sarà in altre parole in grado di 'decidere' se i candidati parlano correttamente la lingua da un punto di vista grammaticale, oltre a valutare la pronuncia degli stessi: un aspetto chiave, visto che l'olandese è un idioma particolarmente ostico da questo punto di vista.
Del progetto si parla da tempo, e al centro delle polemiche c'é, ancora una volta, il ministro dell' immigrazione e integrazione, la controversa Rita Verdonk. L'esame è a pagamento, poiché gli immigrati che vogliono vivere nel paese dovranno versare anticipatamente 350 euro: una cifra tutto sommato abbordabile sulla base degli standard della ricca Olanda, ma che di fatto rischia di diventare una barriera quasi insormontabile per gli immigrati poveri provenienti dai paesi del nord Africa o dell'Asia.
Da più parti sono state sollevate anche altre critiche e perplessità, che hanno rallentato il percorso della normativa nel Parlamento. Molto delicato è per esempio il tema del software adibito al riconoscimento della pronuncia, così come il fatto - hanno osservato alcuni esperti - che si tratta di una tecnologia inesistente in altri paesi. C'é chi non esclude d'altra parte che la questione possa finire all'esame della Convenzione europea per i diritti umani. E d'altra parte, una volta superato il test sulla lingua, lo straniero-candidato deve affrontare anche una prova di 'integrazione', e cioé un esame sulla cultura ed i valori fondanti della società olandese, prova che avverrà nelle sedi delle ambasciate dell'Aja nei paesi di partenza.
La Verdonk ha più volte spiegato che nell'applicazione dei test non ci saranno sbavature, visto che i tecnici sottoporranno i risultati delle prime 500 prove ad un doppio controllo, questa volta lasciando da parte software e computer, affidandosi invece a veri docenti di lingua e cultura. Fatti questi chiarimenti, il ministro si è ripetutamente detta convinta che quello approvato nei giorni scorsi dal Parlamento rappresenti un "momento storico". Secondo il ministro, proprio il fatto che il test non sia gratis è un elemento fondamentale, in quanto - è il ragionamento della Verdonk - ciò farà sì che solo chi è veramente intenzionato a studiare per poter vivere in Olanda sarà disposto ad affrontare - magari ripetendola più di una volta - la difficile prova.
Come la Verdonk la pensano anche i numerosi olandesi che vedono nel nuovo test un sistema efficace per bloccare l'ingresso degli stranieri poco preparati. Secondo alcune stime, ogni anno ci sono circa 14 mila extracomunitari pronti a fare il test, molti dei quali hanno già mariti, mogli (o parenti) residenti nei Paesi Bassi. Una goccia nel mare degli immigrati che già vivono in Olanda: circa 3,1 milioni (dei quali circa 1 milione di turchi e marocchini, di religione musulmana) su una popolazione pari a 16 milioni di abitanti.
(1 febbraio 2006)