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ROMA – "Negli ultimi due anni, abbiamo potuto accogliere centinaia di donne e bambini richiedenti asilo ne La Casa di Giorgia, struttura realizzata con il contributo della Commissione Europea e dei Padri Trappisti dell’Abbazia delle Tre Fontane". I dati sull’accoglienza dell’Associazione Centro Astalli, guidata da Padre Francesco De Luccia, sono stati illustrati giovedì 4 ottobre durante un incontro, dal titolo "Donne e bambini richiedenti asilo", presso il centro di accoglienza, al quale ha preso parte anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Rafaela Milano.

Nel 2001 sono stati 150 le donne e i bambini alloggiati presso la Casa di Giorgia, 45 posti letto, una trentina dei quali in convenzione con il comune di Roma. Nel 2000, invece, erano stati 220.

La maggior parte di donne e bambini giunti al centro Astalli nei primi 10 mesi del 2001, provengono da Etiopia, Eritrea, Colombia, Iraq, Ex Jugoslavia, Kossovo. "La novità – spiega l’addetto stampa Francesca Campolongo – sono i colombiani, non ne avevamo mai ospitati prima d’ora: ne sono arrivati una trentina, quasi tutte famiglie, in quel paese si è inasprita molto la guerra civile, ci sono più di 2 milioni di sfollati e centinaia di migliaia di rifugiati".

4 ottobre 2001

P. Francesco De Luccia, Responsabile Associazione Centro Astalli per l’Assistenza agli Immigrati

Non esistono dati certi sul numero dei richiedenti asilo presenti sul territorio italiano. La situazione non è meno nebulosa per quello che riguarda le statistiche sui rifugiati. Questo è in se stesso un elemento preoccupante. I rifugiati sono considerati come un corpo estraneo alla nostra società.

Con gli sbarchi avvenuti nel solo mese di settembre, nei porti del meridione, sono arrivate 2.200 persone, potenziali richiedenti asilo. Se a costoro aggiungiamo, stimandone approssimativamente il numero, chi arriva in altri punti della frontiera italiana (nord Italia, isole,…) possiamo parlare di 30.000 persone che, fuggite dal proprio paese, giungono in Italia.

Alcuni continuano il viaggio verso paesi del nord Europa, altri non chiedono asilo, forse solo un 10% rimane in Italia.

Nonostante i numeri confermino che non si tratta di arrivi ‘massicci’, nelle ultime settimane sono aumentate le difficoltà per accedere, fisicamente, in Questura.

Forse sarebbe opportuno un incontro con il Questore per presentargli la situazione e chiedere di aumentare l’organico e gli orari di ricevimento della Questura Centrale della città di Roma.

D’altro canto, si registra un dato positivo rispetto al funzionamento del P.N.A., programma nazionale asilo promosso e gestito da Ministero dell’Interno, Anci e UNHCR, e finanziato grazie ai fondi dell’otto per mille dello Stato e del FER (Fondo europeo per i rifugiati). Il solo Centro Astalli, grazie al lavoro di Sr Maria Teresa Piras, ha inviato più di 200 richiedenti asilo (Etiopi, eritrei, colombiani, georgiani,…) in centri di accoglienza presenti sul territorio italiano e finanziati dal P.N.A.

Per ciò che riguarda il disegno di legge su immigrazione e asilo attualmente in discussione, siamo decisamente in posizione critica rispetto ai suoi contenuti. Soffermandoci sugli articoli che trattano espressamente di asilo è da sottolineare l’intenzione del legislatore. La volontà politica era quella di trovare il modo di evitare che vengano presentate domande di asilo strumentali da chi è già stato colpito da un provvedimento di espulsione. I pochi articoli contenuti del testo del ddl, prevedendo una serie di motivazioni che permetterebbero di trattenere i richiedenti asilo (in base a tali previsioni, non meno del 95% dei richiedenti asilo dovrebbe essere trattenuto), e prevedendo ancora, ad esempio, che il ricorso in caso di diniego non abbia effetto sospensivo nei confronti del provvedimento di espulsione, non fanno altro che rendere ancora più incerto il destino di chi chiede asilo politico mettendo in pericolo lo stesso rispetto dei diritti umani..

Il Centro Astalli lavora da 20 anni (è nato nel 1981) nel campo dell’assistenza a richiedenti asilo e rifugiati. Dai servizi diretti, che costituiscono il primo nucleo delle attività del Centro, in anni successivi ci si è posti il problema di come aiutare i rifugiati nel cammino verso l’integrazione. La cooperativa sociale ‘Il Tassello, e l’appartamento a Vicenza, costituiscono due degli strumenti creati dal Centro Astalli per attivarsi anche nel campo dell’integrazione. Negli ultimi anni, abbiamo compreso che era necessario intraprendere anche un adeguato lavoro culturale e di informazione per poter contribuire alla creazione di una diversa cultura. È per questo che è nata la Fondazione Centro Astalli per occuparsi dell’organizzazione di seminari, eventi culturali che possano un differente ambiente culturale. È un lavoro che richiede tempo che è, senza dubbio, più lento rispetto alla fornitura di servizi, ma al quale ritenevamo necessario dare avvio.

Rafaela Milano, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma

In primo luogo vorrei ringraziare le banche cotesoriere del Comune di Roma per il contributo che hanno dato per l’acquisto del pulmino.

Le politiche sociali riguardano tutti i cittadini, non solo gli esclusi o le persone in difficoltà. Pur avendo costoro bisogno di una maggiore attenzione, l’Assessorato alle Politiche Sociali ha l’ambizione di parlare a tutti i cittadini e a partecipare anch’esso alla creazione di una nuova cultura civica. Proprio per questo motivo a novembre verrà reso operativo il Piano Regolatore Sociale, sul quale stiamo lavorando, che stabilirà obiettivi e priorità, per poi passare a dare attuazione ai Piani di zona per singolo municipio.

I compiti dell’Assessorato vanno dai minori stranieri ai tossicodipendenti, rifugiati, immigrati, detenuti,… Sono tanti i tavoli di lavoro ai quali partecipiamo con lo scopo, però, di responsabilizzare i soggetti e di mettere in rete non solo i servizi ma anche chi i servizi li offre e li gestisce.

Ma anche noi ci siamo resi conto che la rete dei servizi funziona se il tessuto sociale è cosciente e reattivo.

Le emergenze di cui ci occupiamo non sono "emergenze di decoro urbano" ma emergenze sociali".

Edoardo Del Vecchio, Assessore alle Politiche sociali, XI Municipio

Nella città di Roma è stata messa in atto una strategia di decentramento delle attività che è partita proprio dalle attività sociali.

Per quello che riguarda l’organizzazione attuale le vecchie circoscrizioni sono state sostituite dai Municipi che hanno delle giunte dotate di poteri ben definiti. Ogni Municipio ha un presidente e degli assessori. L’XI Municipio è davvero molto attento alle Politiche Sociali, perché esse hanno il compito di migliorare la qualità della vita in generale.

È altresì in atto il tentativo di modificare le modalità di intervento per uscire da forme di puro assistenzialismo.

Abbiamo in programma di attivare uno sportello immigrazione che sia a bassa soglia, e il cui scopo sia quello di mediare tra istituzioni e migranti. È un tentativo di deistituzionalizzare i servizi per i migranti.

È stato, inoltre, l’occasione per ringraziare le banche cotesoriere del Comune di Roma (BNL – Banca Nazionale del Lavoro, Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena) per aver sponsorizzato e patrocinato l’acquisto di un pulmino adibito al trasporto degli ospiti de la Casa di Giorgia.