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MODENA - Può un campo di calcio, nel più classico stile italiano, diventare un simbolo di pace contro il bagno di sangue che si consuma in questi giorni in Medio Oriente?
E' la segreta speranza che da una ricca e civile città dell'Italia centrale varca il Mediterraneo verso la Palestina.
Protagonista dell'iniziativa è il Comune di Modena, che ha deciso di donare un centro sportivo ad un villaggio palestinese di 1200 anime che vivono tra Gerusalemme e Ramallah, zona nevralgica della guerra in atto tra Israele e Palestina.
L'operazione è già in corso. Nei prossimi giorni, infatti, sarà acquistato un terreno di 2500 metri quadrati nel villaggio di Ain Arik: la Banca Popolare Etica ha già aperto un conto corrente per contribuire alla spesa.
L'obiettivo è realizzare un centro sportivo e un luogo di aggregazione per i giovani. Per fare fronte alla spesa, che è di 29mila euro, il Comune di Modena ha stanziato 10.330 euro (circa 20 milioni di vecchie lire), ai quali vanno aggiunti gli aiuti della Provincia e della Regione Emilia-Romagna.
Altri 7.500 euro, che servirebbero per gli impianti sportivi e le attrezzature, saranno raccolti attraverso iniziative di solidarietà (per contribuire si può fare riferimento al c/c 511120 della Banca Popolare Etica intestato a Progetto Ain Arik).
"Negli ultimi mesi, il conflitto sempre più violento con Israele ha peggiorato le condizioni economiche degli abitanti del villaggio - spiega l'assessore ai Servizi sociali del Comune Alberto Caldana - diverse persone si sono trovate senza lavoro a causa del blocco del transito con i territori occupati, mentre molti agricoltori sono stati danneggiati dall'abbattimento degli ulivi secolari che garantivano il sostentamento di molte famiglie. In questo contesto - aggiunge Caldana - sostenere la realizzazione di un centro sportivo per i giovani vuole essere un piccolo, ma sincero contributo alla speranza in una terra che ha un bisogno vitale di pace e di futuro".
Il denaro sarà destinato alla Caritas del Patriarcato latino di Gerusalemme e l'acquisto del terreno sarà condotto in questi giorni direttamente dal direttore Claudette Habesh, a Modena per gli accordi definitivi. L'acquisto del terreno ad Ain Arik non è la prima iniziativa locale a favore della Palestina. L'Associazione della Piccola Famiglia dell'Annunciata, la Caritas diocesana, Il Centro sportivo italiano, il Comune di Modena, l'organizzazione non governativa Overseas hanno infatti già realizzato l'allacciamento delle rete idrica alle case e hanno in programma di costruire un prefabbricato da destinare a luogo di incontro per il Comitato civico - composto da arabi cristiani e musulmani - e a sede della biblioteca.
Interventi sono stati realizzati anche a Jenin, città della Cisgiordania con 150mila abitanti, dove opera dal 1996 un Comitato - coordinato da Nexus-Cgil e sostenuto dal Comune di Modena - che riunisce varie espressioni dell'associazionismo e del volontariato modenese. Oltre all'invio di materiale sanitario di prima necessità, il Comitato ha contribuito alla manutenzione delle 15 scuola materne della città e ha collaborato all'informatizzazione della biblioteca Al Quds Open University di Jenin.
(15 marzo 2002)
g.s.
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