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Decreto flussi bis
Mercoledì prossimo il parere del Senato
Testa a testa in Ia commissione. Mantovano (An): "Atto illegittimo, è una sanatoria". La relatrice Amati (Ulivo): "Via libera a chi ha i documenti in regola, i Comuni hanno i fondi per garantire l'accoglienza"
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ROMA - Slitta a mercoledì prossimo il parere della Commissione Affari Costituzionali del Senato sul decreto flussi bis. Si chiuderà così il giro obbligato di consultazioni per il testo varato a luglio dal governo, grazie al quale saranno assorbite tutte le domande d'assunzione presentate entro il 21 luglio scorso.

A Palazzo Madama si è sviluppata una discussione piuttosto vivace intorno al decreto e i rappresentanti dell'opposizione hanno già annunciato che voteranno contro.

Le posizioni più agguerrite, a leggere i resoconti delle sedute, sono state quelle degli esponenti di Alleanza Nazionale. Il senatore Alfredo Mantovano ha attaccato il decreto definendolo "una vera e propria sanatoria", messa in atto con un provvedimento "illegittimo e illecito" adottato solo in base alle domande prenotate contraddicendo il metodo della programmazione previsto dalla normativa sull'immigrazione. Mantovano ha inoltre sollevato il problema dei visti d'ingresso, che dovranno essere ritirati in patria dai moltissimi cittadini stranieri irregolarmente in Italia.

Francesco Storace si è invece concentrato sulle spese che gli enti locali dovrebbero sostenere a fronte dei nuovi ingressi: "Il decreto flussi è senza copertura, - denunciava qualche giorno fa - Comuni e Regioni non avranno un solo euro in più per integrare 350 mila disperati che il governo Prodi ha demagogicamente accolto in Italia". Di qui la proposta, bocciata dalla maggioranza, di riascoltare in commissione i rappresentati degli Enti locali, che avevano espresso preoccupazioni analoghe nel parere (favorevole) rilasciato in Conferenza Unificata all'inizio di agosto.

"In realtà noi non possiamo nemmeno sapere quante persone entreranno davvero in Italia con questo nuovo decreto perché ancora non è chiaro quante delle 520mila domande avranno le carte in regola per essere accettate" dice a Stranieriinitalia.it la sen. Silvana Amati Ulivo), relatrice del provvedimento in commissione. "Quanto poi alla concessione dei visti d'ingresso [un passaggio che sindacati e associazoni hanno proposto di by-passare n.d.r.] è problema che non attiene alla Commissione. Può essere una questione giusta o sbagliata, ma noi come commissione possiamo solo attestare che con questo decreto sarà garantito l'ingresso di chi ha tutti i documenti in regola".

Dell'impatto dei nuovi ingressi sugli enti locali ha invece parlato mercoledì scorso il ministro per la solidarietà Sociale Paolo Ferrero durante un'audizione in Commissione. "La legge - ha ricordato il ministro - stabilisce l'impegno del datore di lavoro a provvedere all'alloggio e al finanziamento delle spese per un eventuale rimpatrio del lavoratore" e "il gettito che deriverà per l'erario dal reddito di lavoro regolare dei nuovi immigrati sarà superiore a 1,5 miliardi di euro e potrà essere utilizzato anche per sostenere gli oneri degli enti locali". Inoltre, "nella manovra economica approvata dal Parlamento nel mese di luglio sono state incrementate le risorse a disposizione del fondo per le politiche sociali e ulteriori provvidenze sono previste nel disegno di legge finanziaria per il 2007".

"I soldi per garantire l'accoglienza ai 350mila lavoratori quindi ci sono, ma gli enti locali non potevano saperlo all'inizio di agosto, quando hanno espresso le loro preoccupazioni: l'informativa sull'incremento del fondo sociale è arrivata solo a settembre…" sottolinea la senatrice Amati, che tra l' altro è responsabile Enti Locali nella dirigenza dei Ds. "A questo punto - conclude la senatrice dell'Ulivo - speriamo che mercoledì la maggioranza sia abbastanza rappresentata da garantire il parere favorevole"

(6 ottobre 2006)

Elvio Pasca