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TORINO - Si intensificano i rapporti economici tra il Piemonte e la Cina. Il 2002, in particolare, sarà un anno importante per le relazioni che Torino ha attivato ormai da anni con uno dei nuovi protagonisti dell'imprenditoria mondiale, l'immenso paese dal quale provengono molte comunità ospiti di tante città italiane.

E' prevista infatti per il mese di settembre 2002 l'apertura in Cina, probabilmente a Shangai, di una scuola alberghiera Icif. Voluta dalla Regione Piemonte, con la collaborazione con il Ministero per le Attività produttive e l'Ice, l'iniziativa, per la quale sono stati già stanziati 260 milioni di lire, non è però l'unica in programma.

Infatti, nel 2002 una delegazione istituzionale del Piemonte si recherà nella provincia cinese di Sichuam, per una verifica dello stato di attuazione di alcuni progetti di cooperazione su frutticoltura, vitivinicoltura, selvicoltura, comparto tessile e zootecnia. In quest'ultimo caso, l'accordo riguarda la fornitura di assistenza tecnica finalizzata alla diffusione della razza bovina piemontese e per la produzione di formaggi di origine caprina.

Ma non solo. Una delegazione ufficiale del Sichuam si è recata a visitare gli stabilimenti Fiat a Torino e ha avuto un incontro presso il Centro Estero delle Camere di Commercio, per parlare di programmi di formazione manageriale.

Frequenti scambi e contatti caratterizzano i rapporti tra le due realtà. La decisione di aprire una scuola alberghiera in Cina fa seguito, infatti, ad una visita da parte di una rappresentativa degli operatori piemontesi nel novembre scorso a Pechino, in occasione di "China Winitaly".

La missione si è conclusa con la promessa di organizzare nella primavera del 2002 un incontro nella capitale cinese con tutti i partner contattati durante la fiera e di partecipare al prossimo ChinaWinitaly a Shangai.

Saranno invece mirati alla cooperazione gli interventi da parte della Regione Piemonte nel territorio della Mongolia. Tuttavia sul fronte delle opportunità commerciali, sono emerse possibilità di azione attraverso il contributo della Camera di Commercio italiana di Pechino e dell'Api di Torino.

La Camera di Pechino, infatti, in collaborazione con la Camera mongola, imposterebbe un monitoraggio periodico, molto utile per gli imprenditori piemontesi interessati ad investimenti in quella nazione. Nel frattempo le imprese piemontesi già presenti in Cina, ad esempio quelle biellesi, potrebbero ottenere i servizi in qualità di soci della Camera di Pechino.

Per quanto riguarda i contatti con la provincia cinese di Sichuam, un memorandum d'intesa siglato in dicembre presso la Giunta della Regione, ribadisce le iniziative di collaborazione che sin dal 1991 il Piemonte ha avviato in quest'area. E' stato deciso che i numerosi progetti di cooperazione, soprattutto in campo agroalimentare e ambientale, proseguiranno anche nell'immediato futuro e si estenderanno a formazione, turismo, tecnologie innovative e scambi universitari.

(18 gennaio 2002)

Giovanni Senatore