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ROMA - La crescente presenza di immigrati nel nostro paese ha avuto un rilevante impatto anche sulle nostre strutture sanitarie.
Nei reparti di pronto soccorso, negli ambulatori, tra le corsie degli ospedali, capita sempre più spesso di incontrare pazienti stranieri.

Con il testo unico sull'immigrazione l'Italia si è data un piano giuridico certo, che garantisce a tutti gli immigrati, regolari e irregolari, il diritto alla tutela sanitaria.
In particolare, l'assistenza sanitaria agli irregolari garantisce vincoli di riservatezza che dovrebbero evitare che, una volta dimesso, lo straniero si veda accompagnato alla frontiera dalle forze dell'ordine.

Nonostante ciò, i dati che riguardano questa realtà lasciano interdetti: ad oggi, solo la metà degli immigrati è iscritta al servizio sanitario nazionale, ed una percentuale ancora più bassa ha scelto un medico di famiglia.
Il problema, allora, è di tipo culturale. Non sono molte le asl che hanno veramente preso atto della domanda e dei nuovi bisogni di questa realtà in termini di conoscenza, di osservazione e di riorganizzazione dei propri servizi.
Le differenze culturali tra operatori e pazienti immigrati rappresentano spesso un muro che compromette l'efficacia dell'assistenza sanitaria.

Bisogna allora riorientare le asl ai nuovi cittadini, permettendo loro un facile accesso ai sevizi e dando a tutti gli operatori, medici e paramedici, la formazione di base indispensabile a comprendere questa nuova realtà.
Il ruolo dei mediatori culturali, già impegnati nelle corsie di molti ospedali italiani, si rivela, in quest'ottica, fondamentale.
Per quanto riguarda gli immigrati, solo fornendo loro un'adeguata informazioni su quali sono i loro diritti sarà possibile abbattere la diffidenza che ancora li tiene lontani dagli ospedali.

In questo contesto si inserisce positivamente la collana editoriale "Percorsi di donne", edita dalla Carocci con la sponsorizzazione della Organon Italia.
Si tratta di otto volumi dedicati alla salute delle donne immigrate e al dialogo transculturale indispensable per garantire un'assistenza efficace a questi nuovi soggetti del panorama sanitario nazionale.
Perché le donne? Perché le immigrate sono le interlocutrici più importanti del sistema sanitario.
Sul totale dei pazienti stranieri, le prime quattro cause di ricovero sono legate infatti alla gravidanza e al parto.

Le monografie sono destinate ai medici e a tutti gli operatori che si trovano quotidianamente a contatto con realtà socioculturali diverse dalla nostra, e forniscono un quadro esaustivo degli aspetti e delle problematicità dell'assistenza agli immigrati.
L'iniziativa editorale della Carocci si pone quindi come uno strumento utile e indispensabile per garantire la tutela dei diritti dei nuovi cittadini, favorendo il dialogo e la creazione di una vera società multietnica.

Questi i volumi della collana:

  • La nuova realtà socio-demografica dell'immigrazione femminile (a cura di Franco Pittau)
  • Immigrazione femminile: quale assistenza sanitaria? (Salvatore Geraci)
  • Guida alle strutture socio-sanitarie per la donna immigrata ( Marian Ismail Mohamed)
  • L'immigrazione in Italia: aspetti legislativi (Maria Marta Farfan)
  • Donne immigrate: gravidanza e maternità (Letizia Parolari - Graziella Sacchetti)
  • Il corpo violato. Le mutilazioni genitali femminili. (Marian Ismail Mohamed)
  • Diversità culturali e contraccezione (Letizia Parolari - Graziella Sacchetti)
  • Il dialogo transculturale in medicina (Marco Mazzetti)
I volumi sono distribuiti gratuitamente.
Per maggiori informazioni:
Organon Italia: Stefania Bossiner, resp. p.r. tel. 06/70192373
e-mail s_bossiner@organon.it

(09 marzo 2002)

Elvio Pasca