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Il mio Avvocato
(a cura di Anna Maria Spalluto)

Quando non possedete il permesso di soggiorno e vi trattenete in Italia irregolarmente o anche clandestinamente, potete andare incontro alla espulsione.

L’espulsione che impropriamente viene chiamato "foglio di via" è un provvedimento emesso dal Prefetto del luogo in cui è stata rilevata l’irregolarità, con il quale viene chiesto al cittadino extracomunitario privo di permesso di lasciare il territorio italiano.

Avverso il decreto di espulsione (da non confondersi con il rifiuto del permesso di soggiorno, ancora oggi impugnabile al TAR) è possibile opporsi, qualora vi siano fondati motivi, innanzi al Tribunale del luogo in cui hanno sede la Prefettura e La Questura che ha disposto l’espulsione.

Per potersi opporre all’espulsione è necessario depositare il ricorso con tutta la documentazione, a pena di decadenza, entro 5 gg. Dal momento in cui è stato consegnato il decreto di espulsione (si tratta della relata di notifica che solitamente è posta dietro il provvedimento di espulsione).

Dal giorno in cui viene attestata l’avvenuta comunicazione dell’espulsione entro 5 giorni bisogna:

1) trovare dei giusti motivi che possano essere considerati fondamentali ai fini dell’accoglimento del ricorso (ad esempio siete sposati con un cittadino della comunità europea, oppure avete chiesto il rifugio politico ecc…);

2) redigere il ricorso (come da schema seguente) ;

a) depositarlo in cancelleria (ufficio immigrazione) oppure al ruolo generale con tutti i documenti che possono servire ai fini della valutazione del giudice;

b) chiedere, contemporaneamente al deposito del ricorso e se non conoscete la lingua, l’aiuto di un interprete;

c) attendere la comunicazione del giorno dell’udienza. Tale comunicazione, vista l’urgenza che caratterizza la procedura dell’opposizione al decreto di espulsione, viene fatta a mezzo fax. In questo fax la cancelleria comunica la data e l’ora in cui si svolgerà l’udienza.

Il giudice fissa l’udienza ed emette il provvedimento con cui accoglie o respinge il ricorso entro 10 gg dal giorno dell’avvenuto deposito del ricorso. Se il giudice risponde dopo che siano trascorsi i 10 giorni il suo provvedimento è nullo e ci si può opporre.

Il giorno dell’udienza, che si tiene in camera di consiglio, il giudice fa a chi ricorre alcune domande inerenti al ricorso presentato. Se vi sono testimoni, indicati nel ricorso, potrà sentirli.

Al termine dell’udienza il Giudice può anche decidere di emettere il provvedimento che potrà essere sia di accoglimento che di rigetto, anche se in genere il provvedimento viene emesso in un momento successivo e viene depositato direttamente in cancelleria.

Il ricorso contro il decreto di espulsione può essere fatto direttamente dall’interessato senza doversi servire di un avvocato.

Basterà compilare in ogni sua parte lo schema che segue non dimenticando di aggiungere i motivi in base ai quali si ritiene ingiusto il decreto di espulsione (ad esempio siete sposati con un cittadino della comunità europea, oppure avete chiesto il rifugio politico ecc…).

Schema di ricorso contro il decreto di espulsione nel caso di cittadino straniero sposato con un cittadino italiano

Schema di ricorso contro il decreto di espulsione nel caso di cittadino straniero che nel suo paese possa essere oggetto di persecuzione, per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali.